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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Politiche marittime

Adriatico e Ionio, pescherecci sotto la lente della Guardia Costiera

La nave Gregoretti ha sequestrato oltre due quintali di prodotto ittico

La nave "Bruno Gregoretti"

Diciassette ispezioni in mare, nove illeciti contestati a pescherecci che esercitavano la propria attività con attrezzi irregolari, per un ammontare complessivo di sanzioni pari a circa 16 mila euro oltre al sequestro di 11 attrezzi da pesca (4 palangari e 7 reti a strascico) e due quintali di prodotto ittico, poi devoluto in beneficenza. Sono i numeri dell'attività svolta dalla Guardia Costiera per due settimane nel mar Adriatico e nello Ionio settentrionale nell'ambito del Piano d'impiego congiunto (Joint Deployment Plan – JDP) coordinato dall'Agenzia Europea di Controllo Pesca (EFCA), con la nave Bruno Gregoretti CP920.

In particolare, le sanzioni e i relativi sequestri, nella gran parte dei casi, sono scaturiti dall'accertamento dell'utilizzo di reti con maglie significativamente più piccole dei limiti minimi di legge consentiti, ad evidente discapito della selettività dello stesso attrezzo, a danno della risorsa ittica. Per le infrazioni considerate "gravi" ai sensi della normativa vigente, è stata notificata anche l'assegnazione dei punti sulla licenza di pesca ed al comandante del peschereccio, una sanzione accessoria che può portare alla sospensione, e finanche al ritiro, della licenza di pesca. 

Nel corso della missione è stato inoltre verificato il rispetto delle disposizioni in materia del cosiddetto "fermo pesca", un'interruzione temporanea (D.M. n.13128 del 30 dicembre 2019) delle attività di pesca esercitate mediante l'utilizzo di attrezzi trainanti cui le flotte pescherecce di alcuni compartimenti adriatici devono attenersi, pensato per sostenere il ripopolamento della risorsa ittica. Gli ispettori pesca qualificati ICCAT (Commissione Internazionale per la tutela dei tonnidi nell'Atlantico e nel Mediterraneo) presenti a bordo della Gregoretti hanno effettuato anche ispezioni in acque internazionali a bordo di due unità straniere – rispettivamente croata e maltese - a seguito delle quali sono state riscontrate possibili non conformità, immediatamente riportate agli Stati di bandiera dei rispettivi pescherecci ed ai competenti organi europei per l'applicazione delle relative sanzioni.