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06 dicembre 2021, Aggiornato alle 20,55
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Politiche marittime

Addio grandi navi a Venezia, Filt-Cgil: attenzione ai posti di lavoro

Per il sindacato il fondo da 157 milioni «è la solita politica dei due tempi che rischia di annunciare l'ennesimo disastro all'economia del Paese e in particolare del territorio veneziano»

(grobery/Flickr)

Con l'addio delle grandi navi in transito a Venezia a partire da agosto - forse - il governo ha predisposto per decreto un fondo da 157 milioni per gli approdi alternativi ed eventuali ristori alle imprese danneggiate. «I diritti dei lavoratori non possono essere zittiti con i 157 milioni del fondo, utile a realizzare anche gli approdi provvisori a Marghera. È la solita politica dei due tempi che rischia di annunciare l'ennesimo disastro all'economia del Paese e in particolare del territorio veneziano», afferma il segretario nazionale della Filt-Cgil, Natale Colombo, secondo il quale «la tutela dell'ambiente e della laguna di Venezia non possono essere scambiate con una perdita importante di posti di lavoro». 

«Non abbiamo nessuna contrarietà - continua Colombo - a salvaguardare la laguna di Venezia e le sue bellezze e rispettiamo tutto e tutti ma a patto che non si abbandonino le imprese ed i lavoratori coinvolti, già pesantemente danneggiati dagli effetti della pandemia sul traffico passeggeri e crocieristico in particolare. Siamo da subito disponibili per uno specifico ed urgente incontro con il ministero delle Infrastrutture e quello della Cultura per rappresentare le nostre preoccupazioni e necessità per le attività portuali e marittime di Venezia, direttamente coinvolte dal nuovo provvedimento ma soprattutto per offrire ai lavoratori certezze e non promesse». Siamo per una soluzione capace di contemperare le due necessità affinché la tutela dell'ambiente e del lavoro possano essere garantite alla pari in una soluzione senza vuoti di operatività per dare continuità all'economia di quel territorio».

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