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24 aprile 2024, Aggiornato alle 19,49
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Armatori - Cultura

A Genova Stella Maris dà voce al mondo del mare

Una riflessione del diacono Massimo Franzi sui bisogni dei marittimi che giungono nei porti italiani


di Massimo Franzi* - DL Notizie

Stella Maris desidera ascoltare e dare voce anche al variegato mondo del mare. Abbiamo allora fatto alcune domande ai marittimi durante le nostre visite a bordo nel porto di Genova:
- Tu pensi che la Chiesa cattolica sia vicina o lontana dalla gente di mare? Hai qualche tua esperienza da raccontare?
- Cosa può fare la Chiesa per te e per aiutarti nel tuo lavoro dal punto di vista spirituale, umano e sociale?

Questa una breve sintesi:
Nella esperienza sulle navi troviamo ancora una certa lontananza della Chiesa per la gente di mare, per questo particolare settore e mondo. Pensiamo a tutte le diocesi di mare e se tutte hanno una comunità che ascolta, serve e aiuta concretamente le realtà marittime. Penso ai tempi ed orari delle nostre celebrazioni, dei nostri incontri di formazione, delle riunione di catechesi per i sacramenti ecc. Chi lavora sul mare ha tempi e situazioni troppo diverse da chi è sulla terra. Racconto due casi:
- un marittimo straniero Iraniano che voleva farsi battezzare ma navigando e fermandosi nei porti pochissimi giorni, gli veniva detto ogni volta che bussava ad una Parrocchia: hai fatto il corso per battesimo adulti? Ma dove farlo e con chi visto che cambiava porto ogni volta?
- Un marittimo italiano che voleva sposarsi ma doveva fare il corso prematrimoniale e gli veniva chiesto di farlo per vari incontri e di farlo in coppia. Ma anche lui navigava toccando vari porti.

Per la cronaca tutte e due i casi sono andati a buon fine grazie a Stella Maris Genova ( il marittimo straniero è stato battezzato ed il marittimo italiano si è sposato ) ma con quante difficoltà. Parlando con i marittimi , ascoltandoli e tentando in punta di piedi di ascoltare il loro cuore , le loro gioie e le loro tensioni mi pare che la Chiesa può fare tanto. Dal punto di vista spirituale, umano e sociale. Tre cose che devono essere unite perché unito è il cuore dell'uomo.

Mi pare che i marittimi chiedono alla Chiesa di portagli la carezza ed il sorriso di Dio. Quante volte appena vedono un ministro della Chiesa (sacerdote o diacono) gli corrono incontro per farsi fare un segno di croce sulla fronte, segno della benedizione di Dio sulle loro vite. Mi pare sempre di più che chiedano alla Chiesa di farsi portavoce dei loro bisogni umani, dei loro diritti, delle loro istanze. Portare una scheda telefonica per chiamare casa, una cartina del porto per orientarsi, un piccolo regalo per sentirsi pensati; sono segni di profonda umanità e vicinanza.

Raccogliere le loro problematiche anche sociali per un lavoro che rispetti integramente l'uomo, creare le condizioni perché i porti e le città siano sempre più accoglienti ed inclusive. Spendersi perché nei porti nascano comunità cristiane che li accolgano anche solo per ritrovare una dimensione umana e di casa. Sono segni di una Chiesa che cammina con loro. Questo mi sembra quello che ci chiedono di fare, guardando i loro occhi, stringendo le loro mani ed accarezzando il loro viso.

*Referente Diocesano per l'Apostolato del Mare assistente spirituale Stella Maris

Tag: porti - genova