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02 dicembre 2021, Aggiornato alle 13,00
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4 miliardi di passeggeri sui traghetti. Tanti quanti sull'aereo

I dati di Interferry-Oxford Economics risalgono al 2019, ma fotografano comunque l'impatto economico del settore, che occupa nel mondo oltre un milione di persone. Corrigan: "Ora forse avremo più considerazione politica"

Mike Corrigan, CEO di Interferry

Uno studio dell'associazione internazionale di categoria Interferry, commissionato ad Oxford Economics, rivela l'enorme impatto del trasporto di cabotaggio nel mondo, e in generale di quello dei traghetti. La ricerca ha rilevato come nel 2019 questi mezzi navali abbiano trasportato 4,27 miliardi di persone, al pari del trasporto aereo. I veicoli trasportati sono stati 373 milioni, su una flotta mondiale di 15,400 navi. Si tratta di dati pre-pandemia, che quindi non tengono conto delle trasformazioni in atto nella mobilità delle persone, ma sono comunque rilevanti di un andamento complessivo che fotografa un comparto in tutta la sua interezza. Le statistiche tengono conto dei 260 tra operatori e fornitori aderenti a Interferry, distribuiti in 40 Paesi, e sono state rese note la scorsa settimana alla 45esima conferenza annuale di Interferry a Santander, in Spagna.

Gli occupati diretti nel settore dei trasporti via traghetto sono 1,1 milioni, contribuendo con 60 miliardi di dollari al Pil mondiale, rappresentando il venti per cento del valore economico del trasporto marittimo dell'Unione europea.

Oxford Economics ha individuato tre canali principali di impatto economico del settore: industriale, attraverso la navalmeccanica; di approvvigionamento; e di reddito, per la paga ricevuta dalle persone che vi lavorano, dai marittimi agli addetti ai servizi. «Sapevamo già che il segmento dei traghetti è ben al di sopra di quanto percepito – spiega Mike Corrigan, CEO di Interferry - il suo peso è tra il 3 e il 5 per cento del totale dell'industria marittima ma la portata del suo impatto ha sorpreso anche gli addetti ai lavori. Ora forse avremo più considerazione politica, che troppo spesso si concentra maggiormente sulle compagnie aeree e sulle ferrovie».