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Via libera del Mit: 250 milioni per l'autotrasporto

Ministero dei Trasporti approva ripartizione, con un impegno ad aggiungere altri 20 milioni. A rimborso pedaggi e spese di viaggio. 25 milioni per i mezzi: per Anita non è sufficiente


Approvata questa mattina, durante il tavolo dell'autotrasporto merci, la proposta fatta dal ministero dei Trasporti di ripartizione delle risorse a sostegno del settore. Lo stanziamento di 240 milioni di euro, sul triennio 2019-2021, previsto dal dicastero e approvato dalle associazioni presenti (Assotir, Cna Fita, Confartigianato trasporti, Fai, Fiap, Casartigiani, Unitai, Anita, Conf Cooperative, Lega Coop servizi, Conftrasporto Fedit, Aiti, Trasportounito) prevede la seguente ripartizione:

 140 milioni  per il rimborso di pedaggi autostradali
 70 milioni  per le spese di viaggio non documentate
 25 milioni  per investimenti sul rinnovo parco mezzi
 5 milioni  per la formazione

È stato, inoltre, ribadito, da parte del ministero, l'impegno a inserire, nel primo strumento normativo disponibile, altri 20 milioni a sostegno del settore. 

«Dopo un primo taglio dei fondi per la formazione e per gli investimenti, il ministero ha scelto di operare un ulteriore taglio che avrà l'effetto di disincentivare la formazione e gli investimenti a danno del settore, della competitività delle aziende e della crescita economica», ha commentato Thomas Baumgartner, presidente di Anita.

Secondo Anita la quota per il rinnovo del parco mezzi è insufficiente e il settore dovrebbe avere perlomeno altri 100 milioni. L'Italia, secondo il sindacato, ha il parco mezzi più vetusto d'Europa «e occorre rinnovarlo sia per migliorare la sicurezza stradale che l'impatto ambientale». Anita ha calcolato che il circa un quinto del parco circolante è ancora di classe Euro 3 mentre i veicoli a gas, più puliti e silenziosi degli Euro 6, rappresentano il 2 per cento del totale. Senza contare, sottolinea il sindacato, l'assenza di investimenti per potenziare il combinato ferrovia/strada.

Secondo Baumgartner, «occorre dare una sterzata disincentivando l'uso dei veicoli Euro 3 oramai vecchi di oltre 13 anni ed invece di ridurre i fondi per gli investimenti, è necessario aumentarli. Soltanto un Paese che investe e si rinnova può reggere la competizione a livello internazionale».