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11 novembre 2019, Aggiornato alle 15,38
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Infrastrutture

Via al cantiere di Piombino Industrie Marittime

Le ruspe al lavoro per realizzare il futuro polo di demolizione europeo. Si parte con la realizzazione del sistema di raccolta delle acque

Valerio Mulas (al centro)

Con le prime bennate delle ruspe per costruire il sistema di raccolta delle acque, sono iniziati ufficialmente i lavori di realizzazione di Piombino Industrie Marittime (PIM), centro di demolizione europeo nel cuore del Mediterraneo, gestito da San Giorgio del Porto e Fratelli Neri.

«Una volta installato il sistema di raccolta delle acque, partiremo con la demolizione di alcuni cassoni», spiega l'amministratore delegato di PIM, Valerio Mulas. «Stiamo pianificando – continua - altre attività di cantieristica navale che potranno essere avviate nel breve periodo. Il sito ha infatti enormi potenzialità e si presta a diventare un importante polo multifunzionale».

Sulla base degli accordi del 2016 con Regione Toscana e autorità portuale di Piombino, le aree sono affidate a PIM per quarant'anni.  La lunghezza complessiva delle banchine sarà di 468 metri, la superficie totale di 103,295 metri quadrati, di cui 80,922 già realizzati e altri 22,373 da realizzare, che dovrebbero essere terminati entro un anno dall'avvio del cantiere (il sistema di raccolta delle acque verrà realizzato in un paio di mesi). 

A garantire le prime commesse ci sono il ministero della Difesa e la Marina militare per lo smantellamento di navi militari, previsto dall'accordo di programma per l'area di crisi industriale complessa, proseguirà poi nei contatti con il mercato armatoriale privato per assicurarsi altre commesse.

Gli investimenti complessivi per realizzare il polo si aggirano sui 14 milioni di euro, con prospettive occupazionali, a regime, per circa 200 lavoratori. Nascerà un centro di demolizione proiettato «in un mercato dalle enormi potenzialità e dalle ottime ricadute occupazionali», come ha sottolineato il commissario straordinario dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale, Pietro Verna. Dal primo gennaio di quest'anno, infatti, gli armatori registrati nell'Unione europea devono utilizzare solamente centri di demolizione approvati comunitariamente, un Registro nel quale è già iscritto San Giorgio del porto e presto lo sarà anche PIM.