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19 settembre 2020, Aggiornato alle 22,47
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Infrastrutture

Venezia, da Bruxelles altri finanziamenti per Venice LNG Facility

Ok della Commissione Ue al co-finanziamento del terminal di gas naturale liquefatto. Le risorse pubbliche europee salgono a 18,5 milioni

Render di Venice LNG Facility

La Commissione europea ha annunciato il co-finanziamento di 12,1 milioni di euro del progetto "Venice LNG facility" per la realizzazione nel porto di Venezia di un terminal di gas naturale liquefatto, presentato lo scorso aprile dall'Autorità di sistema portuale (Adsp) dell'Adriatico settentrionale e dalla società Venice LNG, nell'ambito del programma Ue Connecting Europe Facility. Il contributo europeo stanziato andrà a sommarsi con quello di 6,4 milioni già ottenuto con un precedente bando, raggiungendo così la cifra di 18,5 milioni di capitale finanziato.

Il progetto di Venice LNG prevede la realizzazione di un terminal costiero di gas naturale liquefatto nel canale sud a Marghera. Avrà una capacità massima di stoccaggio pari a 32 mila metri cubi (mc) e sarà in grado di gestirne sino a 900 mila mc l'anno, approvvigionando navi gasiere di media dimensione e operando una distribuzione attraverso bettoline, camion e treni.

Il progetto nel dettaglio

«Il porto ha scelto di anticipare gli obblighi di legge e di intercettare le evoluzioni del mercato, accelerando sul greening», commenta Pino Musolino, presidente dell'Adsp. «Il progetto di Venice LNG – continua - risponde all'esigenza sempre più pressante di ridurre le emissioni dei trasporti, in particolare di quelli più pesanti e dei trasporti navali, ambiti che, com'è noto, sono di difficile elettrificazione. Il settore crocieristico è tra i più attenti a questo cambio di passo, tanto che nei prossimi anni dovrebbero arrivare a Venezia le prime navi alimentate a GNL e i primi ferry dual-fuel, e il nostro scalo si candida a divenire l'hub di rifornimento adriatico per queste flotte».

«Oggi il gas metano liquido è il combustibile più pulito, in grado di accompagnarci nella delicata fase della transizione energetica, e il co-finanziamento certifica che il nostro progetto è in linea con la strategia per la riduzione degli inquinanti promossa dall'Unione europea», spiega Gian Luigi Triboldi, presidente di Venice LNG. 

I porti appartenenti alla rete di trasporto trans-europea TEN-T dovranno dotarsi entro il 2025 di punti di rifornimento di gas naturale liquefatto. Uno studio commissionato dall'Adsp veneta stima che l'evoluzione dei volumi di consumo porterà lo scalo ad avere nel 2030 una domanda di 873 mila tonnellate l'anno per utilizzi stradali (73%), marittimi (19,7%) e portuali/locali (7,3%).

La zona dove verrà realizzato il terminal
La zona dove verrà realizzato il terminal

Come funziona il deposito
Il porto di Venezia è uno degli scali inquadrati nell'iniziativa europea Gainn_It gestita dal ministero dei Trasporti. Gode quindi di finanziamenti pubblici e di un cofinanziamento europeo. Non si escludono risorse della Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e del prossimo bando Cef. Verrà realizzato a est dell'attuale sito di stoccaggio oli Decal (area ex Italcementi, demolita nel 2010). Sarà destinato ai veicoli pesanti e ai mezzi marini. Avrà una capacità di 32 mila metri cubi. Ci potranno approdare navi gasiere di massimo 30 mila metri cubi di capacità, in transito dal canale Industriale Sud. La distribuzione avverrà tramite autocisterne e metaniere di piccola taglia. Per quanto riguarda la movimentazione, da una movimentazione annua iniziale di 150 mila metri cubi si dovrebbe salire fino a 900 mila.

La scheda di Venice LNG Facility
La struttura da 100 milioni consta di cinque parti:
1. Deposito sulla banchina Decal1
2. Sistema di trasferimento LNG con bettoline da 3 mila metri cubi
3. 5 corsie per il carico delle autocisterne
4. stazione di compressione per l'invio di boil off gas
5. Uffici 

La zona dove verrà realizzato il terminal
La zona dove verrà realizzato il terminal

Gas in Italia. Decreti, direttive e scadenze
L'interesse per il gas naturale liquefatto deriva da alcune normative internazionali che entreranno in vigore dal 2020 che prevedono carburanti a basso tenore di zolfo, come il gas, o,in alternativa l'installazione a bordo dei depuratori di fumo (scrubber). Oltre a questa scadenza, la direttiva europea DAFI, recepita in Italia con il Decreto legislativo 257/2016, impone che entro il 2025 nei porti venga realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per l'LNG per consentire la navigazione di navi alimentate a gas. A innescare la corsa a nuovi progetti da presentare, dopo anni di studi e analisi, è stata la recente approvazione del Quadro strategico nazionale (Disposizioni specifiche per la fornitura di gas naturale per il trasporto), cui ha lavorato il ministero dello Sviluppo Economico, che ha fornito un quadro regolatorio giudicato chiaro dagli esperti.

GAINN
Le attività co-finanziate nell'ambito del progetto GAINN promuovono l'uso di carburanti alternativi in considerazione delle restrizioni sulle emissioni di zolfo per il trasporto marittimo e contribuiscono alla definizione del quadro normativo nazionale che comprende anche leggi e regolamenti per la fornitura di carburante alle navi e dei tipi di strutture necessarie, in conformità con la Direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi.

Tag: lng - porti - ambiente