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18 settembre 2020, Aggiornato alle 12,33
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Infrastrutture

Varo tecnico per "Iginia", ammiraglia di Rete Ferroviaria Italiana

Costruito da T. Mariotti e San Giorgio del Porto, il traghetto ro-ro monodirezionale ha lasciato San Giorgio di Nogaro ed è in viaggio verso Genova. Servirà lo Stretto di Messina

Iginia lascia San Giorgio di Nogaro

Si sono concluse le operazioni per il varo tecnico dello scafo del nuovo traghetto di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) del gruppo Ferrovie dello Stato, Iginia. Le operazioni di load out e float off (sollevamento dello scafo e varo tecnico) sono state svolte nei cantieri Cimar di San Giorgio di Nogaro, in Friuli, dai tecnici dell'ATI T. Mariotti-San Giorgio del Porto. Iginia è partita ieri e ora è in rotta verso Genova per ultimare la costruzione, dove dovrebbe arrivare in una decina di giorni, passando lo Stretto di Messina rimorchiato da Gianemilio C.

La nave è una ro-ro monodirezionale - trasporto di carrozze, passeggeri, mezzi gommati – ed è destinata ai collegamenti nello Stretto di Messina. È stata commissionata da Rete Ferroviaria Italiana all'associazione temporanea di imprese composta da T. Mariotti e San Giorgio del Porto, che si è aggiudicata la gara europea. Iginia è lunga 147 metri, larga 19  e con una portata di 2,500 tonnellate. Viaggerà ad una velocità di 18 nodi e vanterà caratteristiche tecnologiche, funzionali e prestazionali in linea con le esigenze di mercato.

Il galleggiamento dello scafo di circa 3,100 tonnellate è stato preparato con la predisposizione delle manovre in banchina e le analisi sottomarine con georadar a scansione, mentre la fase operativa del varo, a cui hanno preso parte Carmelo Rogolino, Daniele Allegra e Adriana De Luca per RFI e Marco Ghiglione per l'ATI, ha visto l'ausilio di carrelli semoventi SPMT (Self-Propelled Modular Transporter) combinati in 160 assi e della chiatta oceanica semisommergibile AMT Commander della Augustea, grande quanto un campo da calcio e in grado di effettuare una semi-immersione di circa 13 metri.

Lo scafo è provvisto dei motori, dei generatori, dei macchinari di propulsione e degli impianti installati. Verrà ultimato con l'installazione dei due fumaioli e le sovrastrutture già preallestiti nei mesi precedenti; i lavori proseguiranno poi con gli arredi, l'armamento ferroviario e il completamento di tutti gli impianti.

«In questi anni Genova Industrie Navali ha mirato a consolidare e rendere sempre più complementari i business delle singole aziende che ne fanno parte e le facilities dislocate nelle diverse città», spiega Marco Ghiglione, amministratore delegato di T. Mariotti. «Il varo di questo scafo – continua - oltre ad essere una pietra miliare di progetto, è di fatto un concreto successo nel percorso di crescita del nostro Gruppo, nonché un grande motivo di orgoglio e fiducia per il futuro».