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08 aprile 2020, Aggiornato alle 16,16
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Infrastrutture

Un miliardo per le strade provinciali dell'Italia

995 milioni in quattro anni. Li stanzia il ministero dei Trasporti. Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia tra i maggiori beneficiari

La SP 136 tra Castelluccio, in provincia di Perugia, e Castelsantangelo sul Nera, in provincia di Macerata

Un miliardo per ammodernare o ristrutturare le strade provinciali del paese, distribuiti in 17 regioni, con Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia tra i maggiori beneficiari. Li stanzia il ministero dei Trasporti, con un annuncio del viceministro, Giancarlo Cancellieri. 

Rientrano nel Fondo manutenzione strade e sono pari, per la precisione, a 995 milioni di euro spalmati in quattro anni, dal 2020 al 2024, così suddivisi:

• 60 milioni quest'anno;
• 110 milioni nel 2021;
• 275 milioni per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024.

La ripartizione regionale è la seguente, in ordine di risorse:

1. Lombardia: 114 milioni
2. Emilia Romagna: 99 milioni
3. Toscana: 88 milioni
4. Sicilia: 88 milioni
5. Piemonte: 82 milioni
6. Veneto: 69 milioni
7. Campania: 80 milioni
8. Puglia: 63 milioni
9. Lazio: 52 milioni
10. Calabria: 47 milioni
11. Sardegna: 37 milioni
12. Marche: 36 milioni
13. Abruzzo: 36 milioni
14. Liguria: 29 milioni
15. Basilicata: 22 milioni
16. Umbria: 20 milioni
17. Molise: 12 milioni

«Tra i parametri presi in considerazione nella ripartizione delle cifre stanziate - spiega Cancelleri -  sono state considerate sia la consistenza della rete viaria, sia il tasso di incidentalità che la vulnerabilità rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico». «Gli interventi previsti e ripartiti per Province e Città metropolitane - conclude il viceministro -  rispondono alle esigenze di sicurezza stradale dei cittadini, al fine di ridurre l'incidentalità e consentire il diritto alla mobilità in tutte le aree del Paese. Avere a disposizione la certezza di nuove risorse per i prossimi quattro anni consente agli enti locali di avviare subito interventi urgenti e di definire un'adeguata programmazione di altri più profondi interventi per gli anni successivi. Un segnale forte e doveroso per tante regioni, questa è l'Italia che vuole ripartire e recuperare il pesante gap infrastrutturale con il resto d'Europa. Il nostro Paese merita strade sicure e moderne». 

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