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12 agosto 2020, Aggiornato alle 14,55
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Tirrenia annuncia mille esuberi e chiusura di Napoli e Cagliari

Piano aziendale durissimo in coincidenza della scadenza della convenzione con lo Stato. I sindacati: "Onorato ha svenduto una flotta spogliata"


Mille esuberi tra il personale marittimo a partire da aprile 2020, qualche mese prima della scadenza della Convenzione con lo Stato per la continuità territoriale (che termina a luglio ed eroga ogni anno alla compagnia 72 milioni di euro). Chiusura della sede storica di Napoli e di quella di Cagliari, con trasferimento coatto di tutto il personale a Portoferraio, Livorno e Milano. Sindacati furiosi contro il piano che Tirrenia ha presentato alle associazioni di categoria. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato lo stato di agitazione, sia da parte dei marittimi che dell'amministrativo. Secondo i loro calcoli, sarebbero in totale a rischio 1,200 gli impegati dell'ex compagnia di bandiera.

Molto duro il commento dei rappresentanti dei lavoratori che hanno approvato un ordine del giorno infuocato. «In questi anni - si legge - Onorato Armatori ha spogliato la flotta avuta in dote con Tirrenia vendendone le navi per riequilibrare i propri sbilanci finanziari, frutto di una gestione spregiudicata, priva di qualsiasi prospettiva di sviluppo industriale. Con la prossima fine dei contributi statali, la Onorato Armatori sta trascinando Tirrenia nella propria crisi finanziaria decretandone, di fatto, la chiusura».

Una «riorganizzazione aziendale», come si legge in una nota che Onorato Armatori, a cui fanno capo Moby e Compagnia Italiana di Navigazione-Tirrenia, ha diramato ai sindacati. Uno scenario «inverosimile, che non esiteremmo a respingere», hanno commentato le tre sigle sindacali a margine di un incontro avuto con l'armatore mercoledì. «Abbiamo già proclamato lo stato di agitazione - proseguono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti - ed avviato le procedure per lo sciopero, che sarà inevitabile se l'azienda persevererà in tale percorso».