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20 settembre 2018, Aggiornato alle 13,05
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TEU, alla Culmv di Genova artisti e ricercatori discutono di lavoro

Il 19, 20 e 21 maggio un festival con accademici, ricercatori e artisti sulle trasformazioni degli ultimi anni del porto ligure


Tre giorni di arte, seminari e dibattiti sulle trasformazioni urbane e sociali di Genova degli ultimi anni, prendendo come unità di misura il container. È TEU, manifestazione accademico-artistica che si terrà il 19, 20 e 21 maggio nel porto del capoluogo, nella sede della Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie (CULMV) a Piazzale San Benigno. È organizzato dal collettivo artistico bolognese ON insieme ai ricercatori del dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Genova e del suo "laboratorio di sociologia visuale".

La presentazione del libro fotografico collettivo "Bodies, logistic and labour" (Nero edizioni) - a cui parteciperanno i sociologi Sergio Bologna Giairo Daghini insieme all'artista Stefan Burger – anticipa il fulcro della tre giorni, due proiezioni degli artisti Danilo Correale e Riccardo Benassi, "Equivalent Unit" e "Phonemenology – Acquacalypse", due video che raccontano rispettivamente il lavoro dei camalli genovesi e il rapporto tra lavoro e flusso delle merci. Seguirà un convegno sul lavoro portuale con i ricercatori e professori Andrea Bottalico, Marco Bertorello, Massimo Cannarella, Enrico Fravega, Massimiliano Gigli, Federico Rahola. Poi un confronto con l'artista Peter Fend; un seminario con i filosofi e sociologi di Pireo, Calcutta e Valparaiso Sandro Mezzadra, Nelli Kambouri e Ranabir Samaddar. Infine, verranno proiettati il film "End of Oil", sulla fine dell'economia del petrolio in Norvegia, presentato da Massimo Mollona e Anne Marthe Dyvi; e il documentario di Allan Sekula e Noël Burch, "The Forgotten Space" (premio della Giuria al festival di Cannes 2010).  
 
Il festival «nasce dalla volontà di esplorare le trasformazioni che investono il territorio e la società genovese a partire dal porto, le sue connessioni globali, le rotte marittime e le ramificazioni verso l'interno», spiegano i curatori in una nota. TEU è improntato sull'"Art-Based Research", un metodo di studio basato sulla collaborazione tra ricercatori e artisti nel raccontare le trasformazioni della società e dell'arte, in questo caso con la "cifra" del container, un luogo spersonalizzato e conteso che ospita il mondo delle merci. Ricerca basata sull'arte in un luogo carico di storia e simboli come la sede della compagnia dei lavoratori portuali di Genova. TEU, spiegano gli organizzatori, «ricalca la storia di Genova degli ultimi anni: una storia di crisi e trasformazione, di flussi e blocchi, di costruzione e demolizione, di azzeramenti e sopravvivenze. Di questa storia il container diventa una sorta di sismografo, un passe-partout, la chiave di lettura privilegiata: come unità di misura della logistica è anche cifra del possibile successo, indice di crescita della città, ma resta pur sempre un corpo estraneo, incombente e minaccioso. Sospeso tra inerzia e mobilità diventa per lo più un luogo conteso, intorno al quale azioni e interazioni possono accadere». 

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