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07 luglio 2020, Aggiornato alle 15,57
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"Sospendiamo la tassa di ancoraggio". La battaglia condivisa delle associazioni armatoriali

Nel corso della riunione alla Farnesina per la promozione del Made in Italy, Confitarma e Assarmatori hanno anche sottolineato la necessità di difendere la libertà di movimento dei nostri connazionali all'estero in epoca di Covid-19


Sospendere il pagamento delle tasse di ancoraggio e difendere la libertà di movimento dei nostri connazionali all'estero. Due punti fermi per il mondo dello shipping in epoca di Covid-19, due battaglie che le associazioni armatoriali italiane fanno proprie e ritengono fondamentali per dar corpo al Piano straordinario 2020 per la promozione del Made in Italy e per l'attrazione degli Investimenti, discusso martedì nella riunione organizzata alla Farnesina dal ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, con la partecipazione dei ministri dell'Economia e dello Sviluppo Economico, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, oltre che di vari rappresentanti del mondo produttivo italiano, tra i quali Mario Mattioli, presidente di Confitarma, e Stefano Messina, presidente di Assarmatori.

Nel corso dell'incontro, ovviamente centrato sull'emergenza Coronavirus, Mattioli ha sottolineato la necessità di un "provvedimento urgente per congelare il pagamento delle tasse di ancoraggio delle navi italiane nei nostri porti. Inoltre, Confitarma assicura la piena collaborazione alla rete diplomatica e consolare nei più dei 70 Paesi dove si registrano incredibili misure contro l'approdo di navi che battono bandiera italiana e contro la libertà di movimento dei nostri concittadini (siano essi marittimi, tecnici, ispettori). In questo contesto – ha ribadito il presidente di Confitarma – occorre consentire al principale vettore crocieristico italiano di condividere un piano d'azione nel caso in cui si verificasse un caso di sospetto contagio a bordo così da mitigare possibili scenari emergenziali che potrebbero incidere ancora sulle cancellazioni".

Per il presidente di Assarmatori è fondamentale "l'immediato avvio  di una chiara e puntuale azione anche per vie diplomatiche nei confronti di tutti i Paesi che stanno adottando misure che danneggiano l'industria, il turismo e l'occupazione italiana; contemporaneamente – ha aggiunto Messina – adozione di misure di contenimento dei  danni all'economia che consentano di difendere i volumi  di traffico nei nostri porti: fra queste misure spiccano la sospensione della cosiddetta tassa di ancoraggio e dell'eventuale sovrattassa per le merci in coperta, tributi che vengono pagati in ragione della stazza della nave e non in rapporto al carico trasportato. Inoltre una moratoria sulla tassa imbarco e sbarco sulle merci e i canoni di concessione. Per quanto riguarda i passeggeri via mare, è indispensabile che ci sia un'unica regia, che fissi inequivocabilmente che i controlli debbano avvenire nel porto di partenza, non in quello di arrivo, e stabilire un ‘protocollo' unitario a livello istituzionale". In conclusione Messina ha manifestato gratitudine a nome di tutto il comparto del trasporto marittimo alle Ambasciate italiane nel mondo, alla Cdp, alla Sace, alla Simest e all'Ice "per il grande lavoro che stanno svolgendo, anche durante questa emergenza, per sostenere il Made in Italy nel mondo e con esso tutto l'export italiano".