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Porto di Napoli
15 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,25
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Sinistri marittimi, tra technical management e rapporti umani

Per valutare i prezzi non ci si può basare soltanto sulla stima e reputazione dell'armatore. Il punto di vista dell'assicuratore


di Adalberto BertoliDL News

 

L'assicuratore, come anche altre professioni, vive e si ciba di numeri sottoforma di statistiche, per stabilire quale sia il prezzo per lui economicamente sostenibile da far pagare al cliente (in gergo tecnico il premio). Sono passati, anche per noi, i tempi in cui si basava principalmente sulla stima e reputazione, o meglio, lo si fa ancora, ma chi ne abusa rischia sempre più spesso brutte sorprese.

 

Ma tornando all'argomento delle mie riflessioni, ovvio che allo stato attuale delle cose l'armatore (come mi piace ancora chiamarlo) si affida a queste società per ottimizzare i costi, proprio per la loro capacità  di creare sinergie, a cui un modello tradizionale fatto in casa non può competere, come il loro successo di questi ultimi anni dimostra, e quindi anche un premio assicurativo più basso, dovuto alla loro maggior capacità e forza contrattuale. Quello, che però, a mio avviso, non risalta abbastanza è che con questo modello di business si rischia di perdere di vista l'aspetto umano, soprattutto quando le navi gestite diventano migliaia.

 

Più per diletto, quando mi capita, leggo alcune perizie su alcuni sinistri, che farebbero rabbrividire i comandanti di una volta, che si vantavano, e giustamente, di non aver mai avuto una collisione. A parziale giustificazione c'è da dire che al giorno d'oggi i ritmi commerciali impongono tempistiche sempre più stressanti, imponendo, talvolta, di dover navigare anche in situazioni proibitive.


I numeri, però, ci hanno detto che in alcuni casi il cambio di "Technical management" ha portato benefici considerevoli nella statistica dei sinistri di compagnia. Ne ho riscontrato un caso recente di un primaria compagnia italiana, e in media sopratutto quando queste si erano affidate a società che gestivano un numero considerevole di flotte. Pertanto, ammiro molto la visione del comandante Roberto Giorgi al riguardo, e cioè di mettere sempre un tecnico al comando di queste società, altrimenti si rischia veramente che un management soltanto espressione di interessi finanziari equipari lo shipping a una qualsiasi industria, e scarichi una parte dei costi del suo modello di business, aimè sulle assicurazioni.