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22 maggio 2019, Aggiornato alle 13,57
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Si torna a parlare dell'hub di Palermo da 16 milioni di teu

Parco urbano, marina, spiaggia, hotel, panoramiche e quasi mezzo milione di occupati. Il progetto Eurispes presentato a un fondo cinese


Un investimento di 5 miliardi di euro per trasfigurare il porto di Palermo e fargli movimentare tanti container quanti ne movimentano tutti i porti italiani, anzi di più. È il progetto, fuori dalla realtà, presentato a luglio 2018 dall'istituto di ricerca Eurispes e che circa dieci giorni fa è stato presentato di nuovo, nel capoluogo siciliano, a un fondo di investimento cinese non noto, come racconta l'Ansa, in una riunione tenutasi a Villa Zito.

Il progetto è immenso. È stato scritto dallo studio di ingegneria palermitano Istmo ed è un project financing. Il pezzo più importante riguarda un hub da 16 milioni di container l'anno (tutti i porti italiani ne movimentano in un anno circa 10 milioni, più o meno quanto ne movimenta il porto di Rotterdam). Poi ci sono una spiaggia, impianti sportivi, chilometri di banchina, un parco urbano, negozi, strada panoramica tra il ponte sull'Oreto e Bandita, piste ciclabili, porto turistico, retroporto, hotel e parcheggi in un'area di circa 300 ettari che darebbe lavoro a quasi mezzo milione di persone (435 mila per la precisione). Tre anni di lavori dall'avvio del cantiere. «Per la sua portata e per la sua lungimiranza rappresenta uno strumento importantissimo di sviluppo del territorio», ha detto il responsabile per il Mezzogiorno di Eurispes, Saverio Romano, secondo il quale «senza infrastrutture e investimenti il Sud del Paese non ha chance per il futuro».

Tutto sulla carta e fuori parametro, per ora, considerando l'impossibilità di gestire un flusso merci di questa portata nel territorio, siciliano e nazionale, che non ha connessioni logistiche interne paragonabili all'entroterra anseatico e tedesco. Intanto il 23 marzo a Roma sarà il giorno del bilaterale tra il presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping, e il premier italiano Giuseppe Conte, con tutta l'annessa delegazione di manager e apparato governativo-amministrativo. Chissà che non ne discuteranno.