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24 aprile 2024, Aggiornato alle 19,49
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Rinnovo parco veicolare, un piano da 700 milioni di euro

Anfia, Anita, Federauto, Unatras e Unrae propongono al governo un programma che si allinei alla regolamentazione europea in via di definizione

(Rab Lawrence/Flickr)

Stimolare e rilanciare gli investimenti nel settore per accelerare il processo di transizione tecnologica dei veicoli industriali, questa la proposta annunciata coralmente dalle associazioni nazionali dell'autotrasporto e dell'automotive Anfia, Anita, Federauto, Unatras e Unrae nel corso della tavola rotonda sul tema «La transizione green dell'autotrasporto merci», che si è tenuta oggi in occasione di Ecomondo, l'evento europeo di riferimento per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa.

Per rinnovare il parco veicolare servono tanti soldi. Il fabbisogno finanziario è stimato in circa 700 milioni di euro, che dovranno supportare gli investimenti fino al 2026 in veicoli a emissioni zero e loro infrastrutture nonché stimolare la diffusione dei carburanti rinnovabili. Le associazioni, inoltre, propongono una modifica sostanziale di funzionamento del «Fondo autotrasporto», che garantisca procedure rapide di liquidazione alle imprese di autotrasporto.

La proposta, che sarà dettagliatamente presentata al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in tutte le sue declinazioni, parte dalle implicazioni nazionali della regolamentazione europea in via di definizione e sulla base dello state dell'arte del parco italiano, traccia una roadmap di breve periodo per accelerare il rinnovo del circolante con veicoli industriali a basse emissioni che abbia impatti positivi da un punto di vista ambientale e della sicurezza della circolazione.

«L'evento di oggi è il primo segnale unitario e forte che le associazioni intendono inviare al governo», si legge in una nota delle associazioni, «per stimolare al più presto l'adozione di un lavoro congiunto e di impegni reciproci per affrontare da subito una transizione che appare ancora densa di contraddizioni: da una parte, le istituzioni dell'Unione europea che - in assenza di correttivi razionali in grado di accogliere il principio di neutralità tecnologica - tendono ad imporre regolamenti avulsi dalle dinamiche di mercato e tempistiche di phase-out tecnologico molto «sfidanti», se non addirittura irrealistiche; dall'altra una Legge di Bilancio nazionale che tende verso una sostanziale decontribuzione degli strumenti di sostegno agli investimenti delle imprese per quella transizione ecologica richiesta dagli stessi regolamenti europei. Le associazioni accolgono con favore le parole del Vice Ministro Edoardo Rixi, che, nel suo intervento, ribadendo che l'autotrasporto è un settore strategico per il Paese, ha annunciato l'intento del MIT di voler attivare a breve un confronto specifico con le rappresentanze associative per identificare nuovi meccanismi di sostegno agli investimenti per la transizione ecologica ed il rinnovo delle flotte».