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15 maggio 2026, Aggiornato alle 19,56
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Ricavi in crescita e finanza solida per Finnlines

Nel primo trimestre dell'anno la compagnia finlandese ha trasportato 162 mila passeggeri e 297 mila tonnellate di merce


L'inizio del 2026 è stato segnato da sfide globali, ma i risultati e le prospettive di Finnlines rimangono stabili. I ricavi della compagnia, parte del gruppo Grimaldi Euromed, nel periodo gennaio–marzo scorso sono stati pari a 176,9 milioni di euro (166 nel 2025), con una posizione finanziaria «solida», a detta dell'armatore finalndese.

Il risultato prima di interessi e imposte (EBIT) è stato pari a 10,3 milioni (11,2 milioni nel primo trimestre 2025). Grazie a minori costi di finanziamento, l'utile prima delle imposte (EBT) è migliorato leggermente rispetto all'anno precedente, attestandosi a 8 milioni (7,9 milioni nel primo trimestre 2025).

I volumi di merci trasportati hanno totalizzato circa 196 mila unità di carico, 19 mila le auto (escluse quelle dei passeggeri) e 297 mila le tonnellate di merci non unitizzate trasportate. 162 mila passeggeri privati e gli autisti trasportati.

«I primi tre mesi dell'anno - commenta Thomas Doepel, Presidente e CEO di Finnlines - sono stati caratterizzati da una volatilità strutturale per l'intero settore dello shipping. Il grande conflitto in Medio Oriente, con l'attacco statunitense e israeliano all'Iran del 28 febbraio 2026 e la chiusura dello Stretto di Hormuz, ha causato la più grande perturbazione del mercato petrolifero globale nella storia moderna. Per Finnlines, ciò si è tradotto immediatamente in forti aumenti dei prezzi del carburante e in una maggiore volatilità dei prezzi. A causa del ritardo nell'applicazione dei maggiori costi del carburante nel nostro Bunker Adjustment Factor (BAF), l'effetto a breve termine dell'aumento dei prezzi del carburante ha avuto un impatto negativo sul nostro risultato finanziario trimestrale. La crisi energetica globale non è stato l'unico fattore ad aumentare i costi per il commercio intraeuropeo. Dal 1° gennaio 2026, il sistema ETS dell'UE (Emission Trading System) richiede ora alle navi di coprire il 100% delle emissioni, introducendo significativi nuovi sovraccosti legati al carbonio.Dal punto di vista finanziario, il primo trimestre 2026 ha rappresentato un inizio stabile dell'anno per Finnlines».