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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Registro, occupazione, fisco e ministero del Mare. Le istanze di Confitarma

Il presidente Mattioli è intervenuto alla trasmissione televisiva Fatti e Misfatti condotta da Paolo Liguori


Tutelare le imprese armatoriali italiane, rendere competitiva la flotta di bandiera italiana, contribuire allo sviluppo del Paese. È questo l'impegno che Confitarma ribadisce attraverso le parole del suo presidente Mario Mattioli, intervenuto alla trasmissione televisiva Fatti e Misfatti.

Sulle navi battenti bandiera italiana sono impiegati circa 65 mila marittimi, di cui 37 mila italiani e/o comunitari e 28 mila extracomunitari. La maggior parte di questi ultimi sono imbarcati su navi iscritte nel Registro Internazionale che operano su traffici internazionali ove la concorrenza con marine di altri paesi è agguerrita. Il Registro internazionale, ha sottolineato Mattioli, si è rivelato uno strumento di grande successo per lo sviluppo dello shipping italiano: in vent'anni la flotta è raddoppiata ed è una delle flotte di bandiera più importanti al mondo, la terza tra quelle dei principali paesi industriali che fanno parte del G20. La defiscalizzazione apportata dal Registro, per esempio, è una condizione indispensabile per poter ridurre i costi di gestione delle navi italiane equiparandoli a quelli delle altre bandiere concorrenti.

Sul fronte occupazionale, c'è un fatto curioso: è praticamente impossibile accertare quanti siano i marittimi italiani disoccupati dato che neanche le amministrazioni competenti sono in grado di quantificarne il numero. Al contrario è possibile stabilire quanti sono gli occupati.

Per quanto riguarda le retribuzioni, Mattioli ha detto che la legge prevede che ai marittimi extracomunitari debbano essere applicate condizioni almeno pari a quelle previste nel contratto collettivo nazionale di lavoro per i marittimi: una paga netta mensile non inferiore a 1,340 dollari. A riprova di ciò Mario Mattioli ha mostrato lo statino di un marittimo filippino imbarcato su una sua nave operante su traffici internazionali il cui salario è pari a 1,954 dollari, equivalenti a circa 1,600 euro.

Al nuovo governo Confitarma chiederà la 'protezione' del Registro Internazionale e della tonnage tax, «unica garanzia di sviluppo della nostra flotta mercantile e  dell'occupazione». Poi, sviluppare le politiche e le infrastrutture portuali italiane per poter intercettare parte delle rotte destinate al Nord Europa, una quota ottenibile soltanto con l'ammodernamento delle banchine, recuperando, secondo Confitarma tra i 30 e i 40 miliardi di euro. Infine, Mattioli ha chiuso con un appello alla sburocratizzazione e alla creazione di un ministero del Mare dedicato al cluster marittimo «che riunisca tutte le competenze specifiche del settore oggi frammentate in tanti ministeri diversi».

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