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24 settembre 2020, Aggiornato alle 20,12
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Recovery fund, anticipare oppure no i progetti portuali candidati?

Livorno ha annunciato opere per 634 milioni, Genova per un miliardo. L'Adsp di Napoli e quella di Trieste preferiscono mantenere la discrezione e annunciare direttamente i finanziati. Secondo Federlogistica è sintomo di scarsa centralizzazione

Un render di progetto di Technital per la diga foranea di Genova

di Paolo Bosso

Annunciare le proprie candidature per i progetti portuali da finanziare con il Recovery Fund europeo, oppure sarebbe meglio aspettare di vedere prima quali verranno finanziate, magari con un annuncio governativo che le riassuma tutte, visto che sarà il governo a decidere quali presentare a Bruxelles?

Il fondo dell'Unione europea per la ripresa post lockdown, basato su titoli comuni europei per finanziare gli Stati membri fino a 750 miliardi euro, riguarderà anche i porti italiani. Da qualche settimana le autorità di sistema portuale (Adsp) stanno presentando al governo italiano un pacchetto di progetti (vecchi o nuovi) da far finanziare tramite il Recovery Fund. L'Adsp del Tirreno Settentrionale (Livorno) ha annunciato candidature per 634 milioni, il porto di Genova fino a un miliardo di opere.

Sono risorse ingenti per progetti molto importanti. Genova, per esempio, vuole utilizzarne una buona parte per spostare la diga foranea e allargare il bacino di accesso del porto alle grandi navi mercantili. Un'opera costosa, di alta ingegneria. Ma allo stato attuale sono tutte soltanto candidature, per lo più in eccesso, così da massimizzare – secondo chi le propone - le possibilità di finanziamento. 

È proprio necessario annunciare i progetti da voler far finanziare prima ancora che siano approvati? Alcune autorità di sistema portuale preferiscono la discrezione in questa fase, annunciando direttamente i progetti finanziati senza sparare ora una cifra iniziale che molto probabilmente ne uscirà ridimensionata. Come l'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale, che fa capo a Napoli e Salerno. «Penso sia corretto, prima di annunciare in anticipo i progetti, vedere prima come andrà il percorso», secondo Pietro Spirito, presidente dell'Adsp dei porti della Campania. «Aspettiamo anche noi. Anche per scaramanzia», commenta Zeno D'Agostino, presidente dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Orientale (Trieste).

Secondo alcuni, questi annunci anticipati delle Adsp per progetti ancora da finanziare rischiano solo di confondere, rappresentando il sintomo della mancanza di una programmazione nazionale. «Pare di assistere a una fiera delle vanità molto localistica» per Luigi Merlo, presidente di Conftrasporto-Federlogistica, secondo il quale «quello che sta succedendo è esattamente l'opposto di ciò che tutti invocano, ossia una programmazione di carattere nazionale, sotto una regia unica del ministero. Cosa peraltro prevista della riforma Delrio».

Tag: bruxelles - porti