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10 agosto 2022, Aggiornato alle 19,39
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Proroga taglio accise, le imprese con Euro V e VI soffrono

Anita e Trasportounito spiegano quali sono gli effetti controproducenti al prolungamento fino al 2 agosto del taglio di 30 centesimi alla pompa

(Cole Eaton Photography/Flickr)

Dopo la proroga al taglio delle accise sui carburanti fino al 2 agosto, la notizia degli ultimi giorni secondo la quale il governo sta valutando una nuova proroga fino a settembre preoccupa le imprese di autotrasporto con veicoli a basso impatto ambientale, che ne uscirebbero penalizzate. Il taglio al momento è di 30 centesimi a litro.

Come spiega il presidente di Anita, Tomas Baumgartner, il problema è il taglio generale senza distinzioni di categoria tra i mezzi pesanti. Ne sono esclusi infatti al momento i veicoli euro V ed Euro VI, quelli di ultima generazione, cosa che avvantaggia indirettamente le imprese con veicoli più inquinanti. Il problema è che in questo modo, spiega Baumgartner, non sono valorizzate «le imprese di autotrasporto che in questi anni hanno investito e continuano a investire in veicoli moderni e che credono fortemente nella transizione ecologica. Preferiamo che la misura non venga prorogata, visto che il settore non ne ha beneficiato anche a causa del fatto che lo sconto sulle accise è stato assorbito dall'aumento del prezzo del carburante, avvantaggiando solamente le compagnie petrolifere».

Dello stesso avviso il segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo: «protestare per un taglio delle accise sul carburante potrà sembrare paradossale, ma lo è solo per un governo all'oscuro delle dinamiche di un mercato dell'autotrasporto che proprio in virtù di questo taglio penalizzerà ulteriormente le imprese, spingendole ulteriormente verso il dissesto finanziario». Una decisione del genere, «oltre a essere costosa – continua Longo - non produce alcun effetto circa il contenimento del costo del carburante poiché il valore è abbondantemente assorbito da logiche di mercato che non vengono adeguatamente presidiate da parte dello Stato. Le imprese di autotrasporto sono soffocate dai prezzi fuori controllo dell'incerta distribuzione del carburante in extra-rete e dall'impossibilità di utilizzare il beneficio del recupero trimestrale delle accise». Eppure, conclude Longo, sarebbe sufficiente limitarsi, come accade in altri Paesi comunitari, a «fissare regole speciali, non equivoche e applicabili».

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