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26 ottobre 2020, Aggiornato alle 08,32
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Infrastrutture

Porto regolato e Malamocco ampliato per navigare col MoSE

Il commissario Musolino ricorda le due necessità da affrontare ora che il Modulo sperimentale elettromeccanico è operativo: allargare la conca di navigazione e creare un sistema centralizzato del traffico

Il MoSE di Venezia

Come cambia l'operatività dei porti di Venezia e Chioggia ora che c'è il Modulo sperimentale elettromeccanico, meglio conosciuto come MoSE? C'è un sistema di difesa in più contro l'acqua alta ma per i mercantili le manovre si fanno più complicate. Per ovviare a eventuali inconvenienti bisognerebbe fare due cose, ampliare la conca di navigazione di Malamocco e creare un sistema centralizzato di coordinamento del traffico che parta proprio dal MoSE.

Come spiega il commissario dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, in primo luogo bisogna adeguare la conca di navigazione di Malamocco, «in modo tale - spiega - da rendere sicuro e agevole il passaggio di navi fino a 320 metri di lunghezza». L'Adsp ci lavora in questo senso da tre anni e ha presentato «dei precisi suggerimenti, idee e anche ipotesi progettuali al PIOPP». 

Quanto alla realizzazione del cosiddetto "porto regolato", l'Autorità ha depositato una proposta in Commissione Trasporti del Senato e al Comitatone 2019 a Palazzo Chigi per insediare in Laguna una centrale operativa, «simile – conclude Musolino - a quelle in funzione in alcuni porti del Nord Europa, che, a fronte delle informazioni ricevute dalla sala operativa decisionale del MoSE, possa gestire e programmare in tempo reale il traffico, al tempo stesso coordinando le comunicazioni con tutti gli operatori portuali. Il buon funzionamento del traffico portuale è sicuramente questione di preminente interesse nazionale e quindi ogni scelta viene sviluppata e discussa in un quadro di competenze e responsabilità condivise anche con gli Enti locali e soprattutto con il ministero di riferimento».

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