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Porto di Napoli
19 ottobre 2018, Aggiornato alle 16,32
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Infrastrutture - Logistica

Porto di Trieste, previsti 10 mila treni nel 2018

Per il presidente D'Agostino il territorio regionale "è tutta una infrastruttura intermodale che chiede di essere messa in rete"


Superare la soglia dei 10 mila treni movimentati. E' l'obiettivo che si pone per il 2018 il porto di Trieste. Anzi, più che un obiettivo, si tratta di una concreta previsione per le attività intermodali dell'anno in corso che il presidente dello scalo giuliano Zeno D'Agostino ha illustrato durante la serata conviviale all'Accademia Udinese degli Sventati.

 
Il presidente pensa a un "sistema logistico che metta in rete Trieste con Villa Opicina, Fernetti e Cervignano. C'è un territorio regionale che è tutta una infrastruttura intermodale e logistica che non chiede altro di essere messa in rete, per poter usare il vero motore dei traffici che è il porto, espressione della vera relazione globale". Dal 1 marzo prossimo Adriafer gestirà 10 binari a Villa Opicina.


La successiva piena funzionalità del polo intermodale di Cervignano, concepito come punto di snodo per l'arrivo e la partenza delle merci, movimentate poi in entrata e uscita dal porto di Trieste con un sistema di shuttle, "permetterebbe alla realtà logistica e industriale friulana di utilizzare i servizi del porto, marittimi ma anche ferroviari intermodali a costi che non sono quelli offerti oggi. Consentirebbe sia al Friuli che al Porto di avere dei vantaggi perché creeremmo quelle economie di scala che sono la base su cui sviluppiamo servizi marittimi e intermodali", ha spiegato. E in una successiva fase, quando sarà raccordata come piattaforma ferroviaria, il porto mira a ragionare anche con Pordenone "importante area industriale".


Trieste, porto franco internazionale, primo scalo italiano per tonnellaggio totale e per traffico ferroviario, primo porto petrolifero nel Mediterraneo e undicesimo in Europa per tonnellaggio, ha attualmente attivi collegamenti intermodali in Italia (Milano, interporti di Padova e Bologna), ma soprattutto all'estero con Austria, Germania, Lussemburgo, Belgio, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. La tratta Trieste-Budapest ne è un emblema. "Ha avuto un boom, era una tratta completamente in mano a Capodistria e sta diventando importante per Trieste - ha spiegato ancora D'Agostino - quindi ci fa capire che siamo competitivi su quell'area e poi perché è un'area ad altissima crescita economica". Il porto di Trieste è salito da 4.900 treni del 2015 agli 8.681 treni movimentati nel 2017.