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11 novembre 2019, Aggiornato alle 15,38
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Infrastrutture

Porto di Trieste, in futuro un nuovo terminal a Noghere

Firmato accordo tra Ungheria e Italia per realizzare un polo multipurpose da 320 mila metri quadri e 100 milioni di investimento

Zeno D'Agostino e Péter Szijjártó

Un nuovo terminal multipurpose a Noghere, in provincia di Trieste, dove smistare i treni di Teseco e Seastock diretti e provenienti dall'Ungheria. Un progetto che vede i suoi primi passi con la sottoscrizione, in Regione Friuli, di un contratto di compravendita tra il governo dell'Ungheria e i due soggetti privati. Presente anche l'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico orientale.

L'investimento complessivo, che comprende l'acquisto, la messa in sicurezza ambientale dell'area e lo sviluppo del progetto, è stimato in circa 100 milioni di euro. «È il compimento di un lavoro durissimo, iniziato nell'autunno del 2017 e per cui ringrazio l'ambasciata italiana a Budapest, guidata dall'ambasciatore Massimo Rustico, la Regione Friuli Venezia Giulia e lo staff dell'Autorità di Sistema» commenta il presidente del porto di Trieste, Zeno D'Agostino. «Il regime di Porto Franco - continua - ha avuto un ruolo essenziale nel convincere l'Ungheria, che è uno dei mercati più dinamici con cui stiamo dialogando. Questo investimento riguarda attività ad altissimo valore aggiunto e apre a una nuova visione del porto di Trieste come area di interesse per gli investimenti di partner europei».

Il terminal sarà realizzato nella sede dell'ex impianto di raffinazione petrolifera Aquila, che ha una banchina con un pescaggio di 13 metri. Sarà destinata in prevalenza al commercio estero ungherese. Comprensivo di un'ampia area logistica di retro-banchina adatta allo stoccaggio e alla manipolazione delle merci, offrirà anche un'occasione di sviluppo per tutti i traffici di interesse per il porto, nelle componenti marittima e logistica. La zona, collocata a Sud-Est dello scalo giuliano, è servita dalla ferrovia e misura circa 320 mila metri quadri, di cui circa 60 mila di zona demaniale lungo costa amministrata dall'Adsp.

L'accordo è stato siglato alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, del ministro degli Affari Esteri e del Commercio dello Stato ungherese, Péter Szijjártó, del presidente della regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e del presidente del porto giuliano, Zeno D'Agostino. Negli ultimi tre anni il porto di Trieste, grazie alle connessioni ferroviarie merci, si è attestato punto di riferimento essenziale per importanti catene logistiche da e verso l'Ungheria (quale ad esempio l'automotive) raggiungendo le 14 coppie di treni a settimana tra Trieste e Budapest.

Il protocollo siglato agevolerà la risoluzione di alcune tematiche di interesse strategico per il porto di Trieste, quali ad esempio la risoluzione delle  questioni relative allo stato di Sito Inquinato di interesse Nazionale (SIN) presso il Ministero dell'Ambiente, del Territorio e del Mare e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia; la possibilità di attivare rapidamente sul sito, o su una porzione di esso, il regime di Porto Franco; il ripristino e l'adeguamento dei raccordi ferroviari pubblici esistenti con  la stazione Aquilinia. Il tutto con il coinvolgimento del Comune di Muggia nella pianificazione futura dell'area.

Tag: trieste - ferrovie