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Porto di Napoli
16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
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Infrastrutture

Porto di Livorno, chiostri per eliminare la ressa dei tassisti

Accordo anche con gli ncc e gli autobus. Dei box sostituiranno la calca sottobordo


Sostituire la ressa di tassisti e noleggi con conducente (ncc) sottobordo, fuori le stazioni marittime crocieristiche dei porti italiani, con chiostri dedicati per ciascuno, dove i passeggeri possono acquistare il servizio senza vivere sgradevoli momenti di calca, se non molestie. Succede a Livorno, dove l'autorità portuale e i rappresentanti dei taxi, degli ncc e degli autobus hanno sottoscritto altrettanti protocolli di "buone pratiche". Da oggi, nel porto toscano, potranno accedere nell'area Terminal Calata Alto fondale soltanto fino a tre persone in rappresentanza delle tre categorie. Ciascuna avrà a disposizione un "box", un chiostro, assegnato da Porto 2000.

«Sia al terminal crociere dell'Alto Fondale che all'interno delle aree ristrette – rende noto l'Autorità di sistema portuale del Tirreno Settentrionale - il personale del servizio taxi e Ncc non potrà circolare liberamente, ma eserciterà la rappresentanza del servizio solo nelle postazioni individuate. Stesso discorso per gli autobus scoperti della City Sightseeing: due persone abilitate all'accesso all'Alto Fondale, massimo due persone abilitate a sostare sottobordo in postazioni definite».

I tre accordi sono stati sottoscritti giovedì dal presidente dell'Adsp, Stefano Corsini; dal presidente della Porto di Livorno 2000, Luciano Guerrieri; dall'assessore comunale Giuseppe Vece, dai rappresentanti del servizio di Taxi (Nedo Ulivieri per l'Associazione Tassisti Labronici e Maurizio Soricelli per il Consorzio Taxi Livorno); da quelli del servizio NCC (Sabrina Lorenzini per il Consorzio Limousine Service Livorno e Francesco Benedetti per Chauffeur Service) e del servizio autobus (Roberto Piccini per Livorno City SightSeeing Srl).

«Non si tratta di un regolamento calato dall'alto ma di un accordo di autodisplina», commenta Corsini. «Non era scontato arrivare a stipulare un accordo di questo genere», aggiunge Guerrieri. Secondo Vece «una situazione regolamentata come quella in cui andranno ad operare le categorie interessate aiuta il lavoro di tutti nell'interesse della città». «A mia conoscenza, accordi sottoscritti di questo tipo in Italia non esistono», conclude Soricelli.