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13 agosto 2020, Aggiornato alle 19,36
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Logistica

Oli minerali e depositi, Assocostieri: "Nessuna anomalia con le nuove norme"

Secondo l'Antitrust il divieto di scarico diretto nave-veicoli restringe la concorrenza perché favorisce le compagnie con impianti mobili

Il deposito costiero ENI di Ortona

Assocostieri, in risposta alla recente segnalazione assunta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), sottolinea che l'attività diretta di scarico degli oli minerali da nave cisterna a veicoli (o fusti) deve avvenire solo in casi eccezionali.

L'AGCM ha recentemente inviato al governo - ai ministeri dei Trasporti, dell'Interno, dello Sviluppo economico e dell'Ambiente - una segnalazione (pubblicata sul Bollettino settimanale del 9 settembre, pagina 21) sugli effetti restrittivi della concorrenza derivanti dalla normativa vigente in materia di scarico di oli minerali in ambito portuale. La normativa regola le attività di scarico degli oli minerali nei porti (DM 31/7/1934) e all'articolo 16 dispone che lo scarico diretto da nave-cisterna a veicoli o a fusti è vietato. È prevista una deroga per lo scarico diretto da nave-cisterna, di piccolo o medio tonnellaggio, a carri-serbatoio ferroviari e ad autocisterne. Secondo l'Antitrust con queste condizioni c'è la possibilità che la concorrenza si restringa, favorendo le compagnie che possono compiere queste operazioni tramite impianti mobili. Assocostieri invece sostiene che la ratio di questa norma è la sicurezza del trasporto di oli minerali e degli approvvigionamenti dell'Italia, che devono essere garantiti dal deposito strategico costiero. «È indubbio – si legge in una nota di Assocostieri - che quella del deposito di oli minerali, tipicamente costiero per le fattispecie di cui trattasi, assume una centralità indiscussa nel nostro sistema di approvvigionamento, in particolare alla luce anche della disposizione contenuta nell'art. 57 legge 35/2012». Assocostieri sottolinea che, in quanto infrastrutture strategiche, i depositi costieri sono tipicamente destinatari di una serie di normative volte a garantire sicurezza (soprattutto contro gli incendi, ex D.lgs n. 272/1999), salute dei lavoratori (ex D.lgs n. 81/08), tutela ambientale, approvvigionamenti, scorte, un censimento dei prodotti transitati e infine l'eventuale partecipazione alla piattaforma logistica ministeriale del Gestore dei Mercati Energetici (GME, la "borsa" del mercato elettrico italiano).

«Il mancato transito – conclude la nota Assocostieri - dei prodotti petroliferi per i depositi costieri, così dettagliatamente regolati dalle normative antifrode in materia di IVA ed accise, rischierebbe di lasciare posto ad una logistica secondaria non regolamentata e, oltremodo, difficile da assoggettare a controllo». L'associazione «auspica che i ministeri interessanti e gli enti di vigilanza continuino, in linea con le prescrizioni normative, a considerare evenienza del tutto eccezionale e meritoria di adeguata giustificazione quella dello scarico di nave che non transiti per un deposito costiero di oli minerali».

Tag: antitrust