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11 aprile 2021, Aggiornato alle 16,33
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Nel 2020 il fatturato di Finnlines cala del 16 per cento

91 milioni di euro in meno sul 2019, di cui 47 milioni riconducibili alla riduzione dei supplementi bunker per i clienti. Cinque nuove unità in costruzione

(annchristin/Flickr)

Nel 2020 il fatturato della compagnia finlandese Finnlines, controllato dal gruppo napoletano Grimaldi, è stato di 484 milioni di euro, in calo del 16 per cento sul 2019. Lo rende noto l'armatore in una nota. 

La riduzione è di circa 91 milioni, di cui 21,4 milioni adducibili al crollo del trasporto passeggeri e 70 milioni alla contrazione delle merci. Quello che sottolinea la società è che di questi 70 milioni di fatturato mancanti sulle merci, 47 milioni derivavano da una riduzione dei supplementi per il bunker destinati ai clienti, avviata a partire dai primi lockdown, da marzo 2020, tagli «ben oltre ciò che era stato assegnato da Finnlines ai clienti negli anni precedenti, e anche molto al di là di quanto era stato assegnato dai concorrenti di Finnlines ai clienti nello stesso periodo», afferma il CEO di Finnlines, Emanuele Grimaldi, sottolineando l'importanza di una politica che «ha portato a un risparmio netto per i clienti in uno dei periodi più difficili per l'economia finlandese, ed è stato reso possibile grazie alle efficienze logistiche del nostro Gruppo».

Il risultato prima di interessi, imposte e ammortamenti (EBITDA) è stato di 140,8 milioni, in diminuzione del 17 per cento. Sul finire del primo trimestre del 2020 la compagnia ha avviato un piano di riduzione dei costi per affrontare i grandi cambiamenti in corso. «Non eravamo, ovviamente, immuni, ma la nostra flessibilità e agilità, che si basano su una conoscenza approfondita del settore, ci ha permesso di implementare con successo i piani di riduzione dei costi», spiega Grimaldi. Il risultato del primo trimestre è stato positivo, pari a 69,7 milioni. Finnlines da sola trasporta più di un terzo del milione di unità gommate che si muovono ogni anno attraverso i tre principali ponti marittimi della Finlandia verso Svezia, Germania ed Estonia. È quindi una compagnia strategica per il trasporto di medicinali, prodotti alimentari, industriali, pezzi di ricambio, macchinari e attrezzature, con la rotta marittima Naantali-Långnäs-Kapellskär a costituire il nodo centrale per gli approvvigionamenti.

«Indipendentemente dal nostro ruolo fondamentale, e nonostante il fatturato e la redditività di Finnlines siano diminuiti a causa del rallentamento economico, non siamo stati inclusi in nessuno dei 70 milioni di euro di aiuti finanziari pubblici marittimi distribuiti ad altre compagnie di navigazione durante la pandemia» sottolinea Grimaldi. «Al contrario, ci siamo trovati a competere in un periodo molto duro, con molti investimenti sostenibili in corso, contro concorrenti che operano sulle stesse rotte, con lo stesso tipo di servizi, ma senza godere affatto dei loro sussidi. Ciò si è rivelato iniquo, contrario alle leggi di mercato dell'Unione europea».

Per quanto riguarda le commesse, il piano da mezzo miliardo di euro per tre navi ro-ro ibride - Finneco I, Finneco II e Finneco III - procede con la fase di costruzione nei tempi previsti. Saranno equipaggiate con dispositivi per abbattere le emissioni, come un sistema di batterie al litio per spegnere i motori in porto. Le consegne inizieranno a novembre di quest'anno e si concluderanno ad aprile dell'anno prossimo. Nel portafoglio ordini figurano anche due grandi navi di classe Superstar che dovrebbero entrare in funzione nel 2023, con una capacità di 5,100 metri lineari e e 1,100 passeggeri.

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Tag: finnlines