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22 febbraio 2019, Aggiornato alle 16,38
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Nave drone, anche i robot dovranno fare i conti con domanda e offerta

Vantaggi e rischi oltre le nuove frontiere dell'automazione navale. L'analisi di Massimo Granieri


di Massimo Granieri - DL News 

Penso che noi studenti nautici degli anni '70 siamo stati la prima effettiva classe che si è confrontata già durante gli studi con l'evoluzione della condotta della nave per poi diventare per chi ha continuato la carriera sul mare comandanti e direttori di "barche" 40 anni prima inimmaginabili.

Allora la si chiamava Automazione Navale ed era tecnologia sempre più sofisticata per navi comunque condotte dall'uomo, ora questo termine fa  già parte del passato e una nuova corrente di pensiero, imprenditori e inventori vuole la nave senza equipaggio. Una nave che possa così nuovamente guadagnare in competitività, sicurezza e… fare star meglio l'uomo.

Competitività eliminando i costi diretti ed indiretti dell'equipaggio, un vantaggio che le prime navi-robot, se mai scenderanno in acqua, avranno inizialmente su quelle "umane"; dopodiché o questo progetto si rileverà un flop, uno dei tanti nella storia della scienza e tecnologia, o sarà copiato da tutti gli armatori riportando nuovamente negli scagni degli armatori il problema della competitività.


Una soluzione nel migliore dei modi fittizia e temporanea che morirà nello stesso mare agitato in cui naviga l'attuale mercato dei noli inflazionato ormai da anni dall'overcapacity figlia di una politica armatoriale scellerata e da banche sempre più speculatrici.

 
Anche i robot dovranno fare i conti con l' equazione tra domanda e offerta


Maggiore sicurezza eliminando l'uomo da bordo causa prima di sciagure, staremo a vedere meglio però non citare l'esempio dei droni bombardieri che  quando usati 3 volte su 4 colpiscono asili, ospedali e popolazioni civili.. Un errore irrisorio davanti a una tanker da 150/200.000 tonnellate che potrebbe con la stessa "precisione" colpire una diga foranea.

Vero che ora le navi sono condotte da discutibili equipaggi indigeni delle isole Vanatu, Kiribati etc, ma ancora una volta questa è un'altra scriteriata scelta  di quegli armatori che hanno messo a terra veri naviganti qualificati perchè costosi e presto si affideranno ai robot... Il Giappone ora e presto Cina e altri paesi asiatici si preparano a costruire navi radiocomandate ma intanto ampliano le loro università e accademie nautiche sfornando sempre più personale di bordo e non solo ufficiali.
Un pò contradditorio no? 

Non sono per un ritorno al medioevo ma […] non sono per un inutile dispendio di tecnologia. Il mondo a questo punto ha veramente bisogno di correre ancora per il record? Molti di questi progressi scientifici e tecnologici vanno in verticale cercando il podio e lasciando indietro la maggior parte dell'umanità impossibilitata a seguire questo ritmo. Povertà globale, disuguaglianza sociale, ignoranza e sottocultura crescente i frutti di questa corsa. Un mondo, che già in parte opera in remoto, non è più in grado di prevedere e controllare l'uomo, risparmieremo con i robot e spenderemo sempre di più in sicurezza, prevenzione e pseudo assistenzialismo sociale, alla fine vorrei vedere un bilancio. Mi piacerebbe una ricerca scientifica e tecnologica usata  più intelligentemente rivolta in senso orizzontale verso i bisogni fondamentali della società, scolarizzazione, assistenza sanitaria, ambiente.

Non credo che le autonomous vessels ci faranno stare meglio. Da uomo semplice della strada non ho visto benessere nelle tante famiglie degli operai licenziati dalle fabbriche automobilistiche con l'avvento di robot. Chi dice questo è un falso profeta che agisce nel proprio unico interesse.


Fermo anch'io questa mia forse isterica corsa riflessiva, faccio silenzio e cerco di immaginarmi un mare percoso da quelle "cose" galleggianti. Non chiamatele navi non ve lo permetto! Quel giorno quel  libro infinito scritto da quella "gente di mare" che da migliaia di anni ha percorso e vissuto sul mare, quel libro padre di tante altre culture  e civiltà verrà chiuso. Non ci credo. Non lo accetto.

 - Una chiacchierata verso la nave drone