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01 dicembre 2020, Aggiornato alle 08,52
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Infrastrutture

Nautica, ovvero come andare in vacanza in spazi ristretti

Secondo Risposte Turismo, per le attività delle marine d'Italia sarà determinante da un lato l'afflusso del turismo estero, dall'altro la percezione del livello di emergenza


Il turismo nautico si giocherà quest'estate tutto sulla percezione dell'emergenza Coronavirus. «Se prevarrà l'idea di una soluzione maggiormente sicura perché isolata dal resto del traffico turistico, il turismo nautico potrà beneficiare di una spinta nei prossimi mesi superiore a quanto oggi immaginabile. Se, al contrario, escludendo le vacanze in famiglia i più riterranno la barca una scelta complessa per via dello spazio troppo limitato da condividere, le previsioni meno incoraggianti non potranno che essere confermate». È quanto prevede Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, nell'ultima analisi sui porti turistici, gli approdi e i punti di ormeggio realizzata dalla società di ricerca e consulenza a servizio della macro industria turistica. Il campione – interpellato con questionari online – consta di 76 strutture sparse in tutto Italia, con la collaborazione di Assomarinas e Assonat.

Nel dettaglio, il 32,9 per cento delle strutture oggetto del campione prevede per l'estate 2020 una crescita rispetto al 2019. Il 28,9 per cento dei rispondenti non si aspetta variazioni mentre il 27,6 per cento prevede un crollo della domanda dovuto soprattutto al persistere di limitazioni a certe tipologie di spostamenti, la diminuzione del potere di acquisto, nonché un ancora evidente timore delle persone di compiere alcune scelte.

I risultati dell'indagine mostrano inoltre aspettative di traffico per quest'anno negative per oltre la metà del campione intervistato (52,6 per cento dei rispondenti, a dimostrazione dell'entità dell'impatto dei primi mesi dell'anno sull'andamento dell'intera stagione) e l'importanza per un eventuale cambio di opinione della ripresa della domanda estera, che incide in maniera prevalente sul totale dei rispettivi fatturati.

Dall'indagine emergono anche alcune differenze tra le strutture adibite al turismo nautico più grandi e più piccole: per quest'ultime (capacità inferiore ai 400 posti), emerge infatti una preoccupazione maggiore per l'estate alle porte, con una forte contrazione della domanda prevista dal 31,5 per cento rispetto al 18,2 per cento delle strutture di dimensioni maggiori.

Al contrario, una crescita moderata (entro il 10%), è preannunciata dal 40,9 per cento dei marina più grandi (16,7 per cento di quelle di dimensioni minori) a dimostrazione di un maggiore ottimismo dovuto, in particolare, ad una maggior capacità di investire in promozione per stimolare la domanda.

La dimensione delle strutture, già operative e aperte alla clientela per il 73,7 per cento del campione, influisce anche sull'indicazione delle principali criticità/ostacoli alla ripresa. 

L'ostacolo riguardante la non ancora completa riapertura del resto della destinazione turistica (es. ristoranti che non hanno ancora riaperto, servizi turistici e altri luoghi da visitare ancora chiusi o a servizio ridotto) risulta gravare per il 13,4 per cento sulle strutture di grandi dimensioni, mentre pesa solo per il 3,1 per cento delle strutture di piccole dimensioni. Tale risultato, secondo Risposte Turismo, è legato al ruolo di hub turistico per il territorio circostante svolto dalle strutture di ricettività nautica più grandi.

Il lavoro di Risposte Turismo ha analizzato infine gli interventi o gli investimenti in programma da parte dell'offerta ricettiva nautica italiana e le principali richieste al Governo in questa nuova fase di ripresa.

Per quanto riguarda gli investimenti, il 76,3 per cento del campione si sta doverosamente concentrando sull'acquisto di nuovi prodotti necessari per ottemperare alle misure imposte dai decreti. Da segnalare anche il terzo del campione (25% delle risposte scelte) che sta investendo o investirà in azioni di promozione per stimolare nuova domanda.

Con riferimento alle richieste al governo, le azioni da intraprendere sono relative soprattutto all'impegnarsi per favorire la definitiva e completa riapertura dei confini internazionali e permettere la mobilità della clientela, a una maggiore chiarezza e trasparenza con le disposizioni governative per evitare ambiguità, alla sospensione del canone e allo stanziamento di finanziamenti e agevolazioni per il settore nautico, da considerarsi parte attiva della filiera turistica e non figurante secondario.

«Il turismo nautico - ha proseguito di Cesare - è un prodotto di grande potenzialità per il Paese ma, al momento, non ancora adeguatamente sviluppato, come si afferma anche nel documento presentato dalla task force presieduta da Vittorio Colao. Sarà importante porre le basi per una piena ripresa dal 2021, che passi fin dove possibile per un ulteriore miglioramento dell'offerta e poi per azioni efficaci, anche spinte da Governo e Regioni, di promozione mirate ad attirare nuova domanda e a stimolare la scelta della barca per le proprie vacanze»

L'indagine è disponibile in forma integrale su risposteturismo.it.

Tag: turismo - nautica