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27 novembre 2020, Aggiornato alle 19,26
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Politiche marittime

Napoli, presto una gara per gestire la compagnia portuale

Ispirandosi alla produttività di Salerno, l'Adsp vuole ripristinare la competitività dei lavoratori articolo 17. L'Ancip: "Vigilate sull'autoproduzione selvaggia"

Gru paceco al porto di Napoli

L'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale (Napoli, Salerno, Castellammare di Stabia) lancerà prossimamente una gara per l'assegnazione dell'articolo 17 del porto di Napoli, ovvero la gestione della compagnia unica portuale, «secondo le condizioni tariffarie di produttività che consentono oggi un'efficace operatività alla Culp di Salerno. La gara prevederà la clausola sociale di impiego degli attuali soci della Culp», riferisce l'autorità in una nota.

Una mossa che continua il percorso annunciato a inizio dicembre che dà alla Culp partenopea cinque mesi per rinegoziare le tariffe altrimenti verrà trasformata in agenzia portuale.Il piano organico dei lavoratori delle imprese e il programma operativo, chiarisce l'authority, «intende salvaguardare il ruolo e le prospettive del lavoro flessibile nel porto di Napoli, nel pieno rispetto di quanto prevede l'articolo 17 della legge portuale».

Autoproduzione, violazione CCNL e articolo 16: Ancip chiede vigilanza
Secondo l'Associazione Nazionale Compagnie e Imprese Portuali (Ancip), «la predisposizione da parte dell'Adsp del piano dell'organico dei lavoratori portuali e delle relative misure di intervento può davvero rappresentare un importante punto di partenza, nell'interesse di tutto il comparto portuale, per evitare il verificarsi di gravi irregolarità che penalizzano tutto il settore. Le irregolarità più gravi riguardano l'autoproduzione -  il carico e lo scarico delle navi con personale della compagnia, senza coinvolgere le imprese di terra -, le violazioni ai contratti nazionali e l'utilizzo di articoli 16 'mascherati' da 17 (l'articolo 16 della legge 84/94 regolamenta le operazioni portuali, ovvero carico, scarico, trasbordo, deposito e movimento; il 17 regolamenta il lavoro temporaneo delle compagnie portuali). Per l'Ancip «l'autoproduzione non può essere utilizzata come una sorta di arma per costringere le imprese portuali o la locale Culp a praticare tariffe più basse, soprattutto se si considera che le tariffe minime per la fornitura di lavoro portuale temporaneo da parte della Culp vengono stabilite dalla stessa Adsp». Per l'Ancip bisogna «pure evitare che l'autoproduzione finisca per dissimulare una vera e propria autorizzazione ex art. 16 dell'armatore all'esercizio delle operazioni portuali, il cui rilascio, però, è subordinato a procedure diverse ed ancora più rigide rispetto all'autoproduzione». 

Secondo l'Adsp, la crisi della Culp di Napoli dipende dalla mancanza di saturazione dell'offerta, determinando scarsa sostenibilità economica, bilanci in perdita da diversi anni, ragion per cui la decisione di metterla a gara servirà proprio a garantire posti di lavoro e flessibilità della manodopera. Solo se la gara dovesse andare deserta si procederà alla costituzione della Agenzia. «Continuare a non assumere decisioni – conclude la nota - significherebbe mettere in discussione gli assetti occupazionali ed il futuro stesso del lavoro flessibile nel porto di Napoli».

L'Ancip chiede all'Adsp di vigilare su diverse cose. In primo luogo sul lavoro, con «il rispetto da parte delle imprese portuali, terminaliste e non, delle regole, del contratto nazionale, degli straordinari, dei riposi e della retribuzione». Di vigilare «sul fenomeno, vietato dalla legge ma, purtroppo, frequente, dello scambio di manodopera tra imprese portuali». Infine, di autorizzare l'autoproduzione dopo averla verificata.