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17 settembre 2021, Aggiornato alle 08,15
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Infrastrutture

Mol e Meltin svilupperanno marittimi-robot

La compagnia giapponese sperimenterà "Meltant-beta", un robot da manovrare a distanza con la realtà virtuale e i guanti. Utile in sala macchine, nella carpenteria e nelle fasi di carico e scarico dei mercantili

(MELTIN MMI/Flickr)

La compagnia marittima giapponese Mitsui OSK Lines e la connazionale di robotica Meltin MMI hanno firmato a Tokyo un memorandum d'intesa per installare robot radiocomandati a bordo dei mercantili per utilizzarli come pezzi di equipaggio, nelle sale macchine o durante le operazioni di carico e scarico, sia portuale che offshore.

L'accordo arriva nel corso di una collaborazione tra le due società che va avanti da oltre un anno. È un'intesa rilevante perché le due aziende lavoreranno non soltanto sulle tipologie di mercantili e di rotte marittime in cui inserire i robot di Meltin (fondata nel 2013 a Tokyo) ma anche per testare e implementare le tecnologie correlate. In poche parole, il memorandum permette di accelerare lo sviluppo della robotica nello shipping. 

Il robot che verrà utilizzato è il modello Meltant-β, dove β sta per "beta", ovvero il prodotto pronto per essere testato, in questo caso in ambienti di lavoro reali. È un robot, non un androide, ovvero è riconoscibile come una macchina e richiede una programmazione, lì dove l'androide - nell'immaginario fantascientifico - può essere indistinguibile da un essere umano ed è dotato di una certa autonomia. Meltant-β viene già impiegato sperimentalmente da aziende private e organizzazioni governative. È comandato a distanza tramite realtà virtuale (un visore), con l'operatore che lo manovra tramite un visore e dei guanti per vedere, muoversi e sentire (grossomodo) quello che il robot percepisce  Meltant-β resiste alla polvere e alle scintille e può adoperare strumenti di precisione come trapani, cinghie, interruttori, attività che richiedono movimenti complessi e precisi, possibili grazie a sensori di pressione di cui sono dotate le estremità. È pensato per funzionare al meglio nel settore edile, soprattutto nella carpenteria. A giugno del 2019 è stato presentato al G20 di Osaka, in Giappone, oltre in altri eventi internazionali simili.

In una prima fase Mol e Meltin studieranno in che modo introdurlo, come farlo muovere e bordo e quali mansioni assegnarli. «I problemi che deve affrontare il settore delle spedizioni marittime includono non solo la prevenzione degli incidenti e la garanzia di operazioni sicure ma anche il miglioramento della qualità del trasporto per soddisfare in modo più efficace le esigenze dei clienti», si legge in una nota. «Pertanto – continua il comunicato - sta diventando sempre più importante per l'industria assumere un punto di vista a medio e lungo termine nella ricerca di soluzioni come la navigazione autonoma e il controllo remoto». 

I recenti sviluppi nella comunicazione digitale (si pensi al 5G), così come il miglioramento continuo dell'ingegneria meccanica di tipo robotico, rendono sempre più plausibile la possibilità di inserire robot a bordo dei mercantili. Per farli lavorare nelle calde e rumorose sale macchine, per esempio, o per fargli movimentare carichi pesanti e complicati da stabilizzare. I robot di Meltin sono prototipi da utilizzare nei lavori pesanti, pericolosi, logoranti o svolti in ambienti a temperature molto alte o basse. L'obiettivo, almeno in questa fase così iniziale, non è sostituire i marittimi ma aiutarli nei carichi di lavoro.

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