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11 novembre 2019, Aggiornato alle 15,38
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Mattioli: "Dare una voce unica al cluster marittimo"

Intervenuto nell'ambito della Port&ShippingTech, il presidente di Confitarma ha ribadito la disponibilità ad allargare la Federazione del mare a tutti coloro che vogliono contribuire al raggiungimento di obiettivi comuni

Mario Mattioli

I costi "elevatissimi" della burocrazia scoraggiano gli investimenti esteri in Italia. Lo ha spiegato Mario Mattioli durante la sessione Fattori competitivi 2.0 organizzata nell'ambito della Port&ShippingTech a Genova il 27 giugno. Il presidente di Confitarma ha ribadito le difficoltà determinate da un sistema burocratico obsoleto e legato da norme e regole ormai troppo vecchie. "A questo si aggiunge la contrapposizione tra pubblico e privato che anziché rafforzare indebolisce il sistema".

In proposito il presidente Mattioli ha portato l'esempio delle rappresentanze del cluster marittimo portuale ridotte ad un ruolo meramente consultivo all'interno degli organismi di partenariato presso le Autorità di sistema portuale. "Se privati e amministrazione collaborano è più facile prevenire i problemi anziché essere costretti a curarli". Per quanto riguarda l'esigenza di dare una unica voce al comparto, il presidente Mattioli ha ribadito la sua disponibilità ad allargare la Federazione del mare a tutti coloro che vogliono contribuire al raggiungimento di obiettivi comuni.

"Sono infinite le procedure che il sistema è capace di creare per impedire lo sviluppo invece di creare le condizioni affinché gli operatori possano lavorare e produrre ricchezza per tutto il Paese. Evitiamo tante proposte ma lanciamo un unico forte messaggio del mare, dando voce a tutti coloro che fanno parte del cluster. La Federazione del mare potrebbe essere la camera di compensazione ideale – ha concluso Mattioli – in cui tutti i rappresentanti del cluster in una sorta di parlamento si possano confrontare, scontrare e discutere, ma dalla dialettica può nascere un sentiero comune".