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03 ottobre 2022, Aggiornato alle 18,36
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Marittimi, l'ITF recupera 37 milioni di stipendi non pagati

Dopo un anno di lavoro da parte del sindacato internazionale, emerge quanto questi lavoratori siano isolati e poco informati sui loro diritti

(itfseafarers.org)

Nel 2021 gli ispettori marittimi sindacali dell'International Transport Workers' Federation (ITF) hanno recuperato più di 37 milioni di dollari di salari non pagati dovuti ai marittimi. Lo rivela l'associazione di categoria internazionale, la più grande in rappresentanza dei "seafarer". 

L'anno scorso 125 ispettori e coordinatori dell'ITF hanno completato 7,265 ispezioni, interessandosi alle richieste di salario e di rimpatrio di migliaia di marittimi. Un lavoro reso ancora più difficile dal contesto della pandemia che ha reso complicato salire a bordo delle navi per la gran parte dell'anno, coprendo più di 100 porti in 50 paesi. Gli ispettori dell'ITF, spiega il sindacato, «sono addestrati a cercare lo sfruttamento, il superlavoro, anche i segni del lavoro forzato e della schiavitù moderna», col diritto di esaminare i conti salariali, i contratti di lavoro e di rivedere le ore di lavoro e di riposo registrate.

Quello che spicca da questa indagine è il meccanismo tipico alla base dello sfruttamento sul lavoro: la scarsa coscienza dei diritti e parallelamente la difficoltà a creare una rete solidale da parte dei lavoratori. Ma fortunatamente c'è l'ITF. «Non è raro che l'equipaggio venga pagato con una tariffa sbagliata, o inferiore, stabilita dall' armatore», osserva Steve Trowsdale, coordinatore della campagna dell'ITF. «L'equipaggio generalmente può lavorare quando è sottopagato, ed è allora che ci contattano». Complessivamente, l'ITF ha recuperato 37,59 milioni di dollari tra stipendi e diritti non pagati dalle compagnie marittime nel 2021.

Trowsdale spiega come stia cambiando la composizione delle dichiarazioni salariali dei marittimi: «Stiamo assistendo a un aumento del numero di marittimi che denunciano il mancato pagamento dei salari per periodi di due mesi o più, il che soddisfa effettivamente la definizione di abbandono dell'International Labour Organization [ILO]. I marittimi potrebbero pensare che sia normale rimanere senza stipendio per un paio di mesi, in attesa che un armatore risolva il finanziamento, ma devono essere consapevoli che il mancato pagamento può anche essere un segno che un armatore sta per liberarsi della nave». L'ITF ha segnalato 85 casi di abbandono presso l'ILO, un massimo storico. In molti di questi casi, l'equipaggio abbandonato aveva già aspettato diverse settimane o mesi in attesa del salario. 

Dei tre casi di studio emersi, l'ITF cita il mercantile Lidia, dove l'ispettore dell'ITF Jason Lam ha aiutato otto marittimi birmani a bordo a recuperare quasi 30 mila dollari di salario non pagato, dopo che la nave si è arenata ad ottobre 2021 a seguito del passaggio di un tifone. L'armatore si rifiutò di pagare le due mensilità che doveva loro, abbandonandoli ed escludendo qualsiasi aiuto per riportarli a casa. Settimane di campagne di sensibilizzazione da parte di Lam hanno portato il 2 novembre alla partenza dell'equipaggio, che è volato a casa con lo stipendio pieno.

«Sono estremamente orgoglioso del lavoro svolto dai nostri ispettori per supportare i marittimi nell'ultimo anno, lavorando spesso di fronte a circostanze incredibilmente difficili», afferma Trowsdale. «È fondamentale per il nostro team essere in grado di raggiungere fisicamente i marittimi, salire a bordo delle navi ed educare l'equipaggio sui loro diritti».

Quando la crisi del cambio di equipaggio è peggiorata all'inizio del 2021, una marea di richieste ha riempito le caselle di posta dell'ITF da parte di equipaggi disperati. Le restrizioni alle frontiere legate al Covid sono state la ragione alla base di questa crisi, che ha avuto un impatto su circa 400 mila marittimi. Ma su alcune navi, altri fattori più sinistri erano in gioco per tenere l'equipaggio lontano dalle loro famiglie. «Ci sono prove che alcuni armatori usassero il Covid-19 come scusa per mantenere i marittimi a lavorare oltre i loro contratti iniziali e in completa violazione dei diritti umani e del lavoro di quei marittimi», afferma Trowsdale. «Mantenere l'equipaggio a bordo fingendo di avere le mani legate – conclude Trowsdale - potrebbe aver fatto risparmiare a quei datori di lavoro qualche dollaro sulle tariffe dei voli, ma nella società odierna quel tipo di condotta viene notato. Non ci sono più ombre in cui nascondersi quando si tratta di responsabilità della catena di approvvigionamento globale». 

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Tag: marittimi - lavoro