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Porto di Napoli
16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
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Marittimi, all'IMAT primo corso real training d'Italia

A Castel Volturno un college e un centro di formazione unico nel Paese: rilascia tutte le certificazioni STCW. Simulato incendio e abbandono nave


Giovedì 31 maggio, ore 10. La offshore support vessel (OSV) approccia alla piattaforma petrolifera. Ore 10.10, a 50 metri dal punto d'approdo, scoppia un incendio in sala macchine, il comandante lancia l'allarme: tutto l'equipaggio ai punti di riunione. Ore 10.15, l'incendio è nel locale generatori. Inutile provare a spegnerlo, è ormai divampato in tutta la sala. Ore 10.20, abbandono nave, la scialuppa è pronta, tutti dentro. Tutti salvi.

Si chiude con successo, rispettando i tempi previsti, il primo test italiano real training per ufficiali di coperta e macchina, in un centro d'eccellenza unico nel Paese e con pochi pari in europa: l'IMAT (Italian Maritime Academy Technologies) di Pinetamare (Castel Volturno), vicino Napoli. Fondato nel 2005 dalla Scinicariello Ship Management (Gruppo CA.FI.MA.), è guidato dal capitano Rosario Trapanese, presidente della struttura, e dal direttore operativo Fabrizio Monticelli. È operativo dal 2013 nella nuova sede di Pinetamare e oggi ha organizzato un test in parte simulativo, in parte 'dal vivo' (real training, appunto), coinvolgendo una cinquantina di marittimi europei, dipendenti del gruppo armatoriale olandese Vroon. Secondo Trapanese, però, «50 secondi per vestirsi sono troppi», quelli che ci hanno messo gli ufficiali addetti all'antincendio per essere operativi. «Qui - continua - si impara la consapevolezza situazionale, quella dei piloti di caccia. L'inverso è quando ti senti troppo sicuro col rischio di spezzare la catena dei compiti e con essa quella di comando».

Il test è consistito in un incendio e un abbandono nave. Coordinavano le operazioni un simulatore del ponte di comando, capace di far sentire beccheggio e rollio solo con la realtà virtuale degli schermi a 360 gradi, e uno della sala macchine, unico al mondo insieme a uno simile utilizzato in Corea del Sud. Ormeggiata nel lago di Castel Volturno, una piattaforma galleggiante, che ha costituito l'elemento 'reale' della simulazione nella fase di abbandono nave. Quattro squadre: 5 ufficiali di coperta e altrettanti di macchina, 10 al centro antincendio e una trentina per l'abbandono nave e il salvataggio. Quest'ultima fase si è svolta seguendo le procedure 'Marittimo Abilitato per i Mezzi Salvataggio' (MAMS) codificate dall'International Maritime Organization (IMO). «Siamo gli unici in Italia con tutte le certificazioni ministeriali STCW», spiega Monticelli riferendosi alla Convenzione IMO-ONU che equipara i marittimi di tutto il mondo sotto un unico ombrello formativo. «IMAT - continua - è l'offerta didattica più alta che si può trovare in Italia e in Europa, non tanto perché rilasciamo certificati, quanto, e la presenza di Vroon lo testimonia, che qui non si ottiene semplicemente quello che il certificato attesta. Qui impari a fare bene quello per cui sei addestrato». 

I numeri sono notevoli per una struttura in un territorio così. Ospita 500 persone al giorno (di cui circa 120 personale IMAT), una parte dei quali alloggiati nelle 165 stanze di un palazzo costato, in cinque anni, 3 milioni di euro in ristrutturazioni. «Tutti investiti da privati», precisa Trapanese. «15 mila studenti - continua - passano di qui ogni anno, generando un indotto sul territorio, calcolando una spesa procapite giornaliera di 20 euro, che oscilla tra i 2 e i 3 milioni di euro». Più di 100 le ditte rifornitrici. E un gioiello, il Polaris, il sistema di posizionamento dinamico, la tecnologia che permette alle navi posacavi di lavorare stabili, senza ancoraggio, grazie a una gestione sopraffina dei motori azimutali.