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27 novembre 2021, Aggiornato alle 09,59
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Logistica

Logistica dei veicoli, cinque azioni per proteggerla

Alla conferenza annuale di ECG un piano per far fronte alla carenza di micro-chip: pronostici accurati, servizi realistici, meno ore operative, flusso di pagamento costante e strategie per far sopravvivere le imprese


La carenza di micro-chip sta avendo sulla produzione automobilistica e sulla catena della distribuzione un impatto importante, e sono poche le speranze di una rapida soluzione alla crisi, con molti produttori di veicoli che non si aspettano di uscirne prima di un altro anno. Se n'è discusso nel corso del meeting interlocutorio che ha anticipato la conferenza annuale dell'associazione europea della logistica dei veicoli, ECG, tenutasi a Bruxelles il 14 e 15 ottobre. 

Il presidente di ECG, Wolfgang Göbel, ha presentato in entrambe le sessioni un piano d'azione suddiviso in cinque fasi per salvaguardare il settore:
1. comunicazione tempestiva di pronostici accurati;
2. adeguamento più realistico dei servizi; 
3. riduzione delle ore operative; 
4. puntualità dei pagamenti per sostenere il flusso di denaro;
5. sviluppo congiunto di strategie per la sopravvivenza degli operatori.

Nonostante la crisi, la domanda del mercato rimane elevata, il che è una delle cause alla base della carenza di materie prime, in questo caso di semiconduttori, fondamentali per il funzionamento dei micro-chip, che a loro volta fanno funzionare tutta una serie di apparati di un'automobile o di un mezzo pesante. Ma la fine di questa carenza non sarà automaticamente la soluzione del problema: non appena la crisi da carenza di materiali sarà risolta, il settore della logistica dei veicoli si aspetta un'impennata dei volumi di produzione, mettendo ulteriormente sotto pressione la catena logistica della distribuzione, già frammentata dalla pandemia, che tra l'altro ha portato a un'approvvigionamento di risorse sanitarie senza precedenti, fagocitando le materie prime disponibili. 

Il tema della conferenza annuale di ECG – oltre 300 delegati, più tutti quelli che hanno seguito da remoto - è stato però la decarbonizzazione, il perseguimento di tutti quegli obiettivi stabiliti negli ultimi anni dagli organismi internazionali per ridurre nei prossimi decenni fino a zero le emissioni di gas sera degli stati industrializzati. Per la logistica dei veicoli, questo significa enormi investimenti pieni di incertezze legate a quale possa essere il carburante, l'energia più sostenibile non solo ambientalmente ma anche economicamente. In questo contesto, la Commissione europea ha presentato i piani del progetto "Fit for 55", che punta a raggiungere entro il 2030 gli obiettivi del Green Deal, ovvero la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 55 per cento rispetto ai livelli del 1990, e fino a zero entro il 2050. I produttori di auto Toyota e Daimler hanno condiviso nel corso della conferenza ECG gli step necessari alla catena logistica per raggiungere questi ambiziosi propositi, che richiedono una collaborazione tra produttori e distributori. Volvo Cars ha indicato inoltre che nel futuro della logistica dei veicoli ci sarà bisogno di persone, sistemi e asset differenti, che richiederanno ulteriori investimenti da parte dei trasportatori.

«La collaborazione è l'unico modo per garantire l'efficienza di cui questo settore ha bisogno. Abbiamo tracciato un quadro delle sfide che il nostro settore dovrà affrontare nel breve e lungo termine. Sfide significative, ma alla fine la crisi scomparirà e il business della logistica dei veicoli rimarrà», afferma Göbel.