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28 maggio 2020, Aggiornato alle 15,02
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Infrastrutture - Logistica

Lo shipping traina gli utili della Campania

Lo studio di PricewaterhouseCoopers. Il settore contribuisce soprattutto sul netto aggregato delle prime 300 aziende della regione, che tutto sommato sono in salute. Provenzano: a breve un piano per il Sud

Una fabbrica di pomodori ad Angri, in provincia di Salerno (feger.it)

Le prime 300 aziende della Campania generano un valore della produzione pari a 40,4 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2017. Quasi tre quarti di queste sono aziende in crescita. È il principale dato che emerge da Top 300 Campania, un progetto di ricerca e analisi dei bilanci, alla sua prima edizione, condotto da PwC (PricewaterhouseCoopers) con il contributo del dipartimento di Economia, Management, Istituzioni della Federico II di Napoli. Una fotografia utile a comprendere le dinamiche interne delle imprese della Campania e le possibili evoluzioni future.

Le slide del report PwC

PwC ha analizzato gli ultimi dati più completi, quelli risalenti al 2018, dividendo l'economia della regione in otto settori: commercio, trasporti, agroalimentare, edilizia, strada-ferro-aereo, produzione industriale, produzione farmaceutica, moda. Di queste 300 analizzate, le prime quattro superano il miliardo di euro nel valore di produzione, le prime venti si tengono sopra i 300 milioni.  Le aziende in utile di esercizio nel 2018 rappresentano l'87 per cento del campione.

Lo shipping aiuta l'economia della Campania contribuendo soprattutto sul netto aggregato, che cresce del 31 per cento proprio grazie alle politiche di risanamento del settore. «Nel nostro settore vince chi si specializza, chi investe tanto nell'innovazione tecnologica, nell'ambiente, e chi mantiene una flotta giovane», secondo Emanuele Grimaldi, intervistato nel corso del convegno. Amministratore delegato del gruppo Grimaldi, gestisce una flotta tra le prime al mondo nel trasporto dei rotabili che fattura più di quanto l'agroalimentare fattura in nove mesi. «I nostri primi passi – spiega - sono stati in attività diversificate. In Italia trasportavamo un po' di tutto, greggio, carbone, container, crociere. Poi abbiamo capito che per uscire dalla dimensione nazionale dovevamo specializzarci in un solo settore. Abbiamo scelto i rotabili, dove siamo diventati tra i più grandi al mondo. Ma mantenere la leadership, ora, richiede grandi investimenti. Nei prossimi anni replicheremo altre commesse miliardarie e dismetteremo le navi più vecchie, per mantenere il livello logistico e tecnologico richiesto per questo tipo di trasporto. Alcuni miei colleghi si impegnano ad allungare la vita delle navi, il contrario di quello che chiede il mercato».

«Venerdì mattina con il presidente Conte presentiamo il nuovo piano per il Sud. Ormai siamo alle virgole», ha detto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, intervistato dal direttore del Mattino Federico Monga. Secondo Provenzano questo sarà «il primo atto della fase due del governo. Non è vero che non ci saranno risorse aggiuntive. Intanto posso confermare che ci sarà una particolare attenzione per le donne». Provenzano ha detto che il piano sarà «un'opera di reinfrastrutturazione del Mezzogiorno sia materiale che sociale per consentire lo sviluppo delle imprese nel segno della sostenibilità e ci saranno cinque missioni strategiche che andranno incontro a quanto ci viene chiesto dalla Commissione Ue. Vogliamo inoltre essere vicini agli enti locali garantendo anche un presidio di legalità».

EBITDA e risultato operativo
Ritornando alle 300 aziende, l'EBITDA aggregato è di 3,2 miliardi, in flessione del 4 per cento, mentre il rapporto tra il valore della marginalità e il valore della produzione su base annua si riduce del 10 per cento portandosi all'8 per cento. Per quasi la metà delle imprese esaminate il miglioramento del margine operativo lordo è stato conseguito attraverso una crescita dei ricavi; nella maggior parte dei casi, invece, l'incremento dell'EBITDA è stato raggiunto in presenza di un decremento dei volumi di vendita e quindi attraverso una strategia di miglioramento dell'efficienza e della catena di creazione del valore. 

Struttura patrimoniale  
Segnali piuttosto positivi si manifestano dal punto di vista patrimoniale e finanziario. Gli asset aziendali crescono del 5 per cento e i patrimoni netti del 14 per cento, con l'83 per cento delle aziende che incrementano l'apporto di mezzi propri. Al contempo, si riduce del 9 per cento l'esposizione finanziaria complessiva, anche a seguito di operazioni di ristrutturazione del debito realizzate nel corso del 2018, portandosi a 5,8 miliardi complessivi per le 300 aziende esaminate.

Segnali di apertura al mercato dei capitali si registrano con l'ingresso nel network Elité  - piattaforma internazionale del London Stock Exchange Group dedicata alle aziende ad alto potenziale di crescita - di 77 società campane, di cui 60 nell'ultimo triennio, interessate ad accrescere competitività e struttura organizzativa. Questa scelta costituisce un possibile preambolo al mercato dei capitali, capace di migliorare la patrimonializzazione delle imprese.

Commercio, trasporto, agroalimentare
Tra i settori merceologici, la leadership va al vommercio all'ingrosso e al dettaglio con oltre 10 miliardi (+10,4% rispetto al 2017) con un margine operativo di circa il 4 per cento. Si attesta su 6,4 miliardi di valore della produzione il settore trasporti e logistica (+4,3% rispetto al 2017) e marginalità del 15,5 per cento (in lieve flessione rispetto all'anno precedente). Al terzo posto per volumi di produzione, l'Agroalimentare con 5,9 miliardi, in crescita di quasi 5 punti percentuali, ed un EBITDA del 6,6 per cento sostanzialmente stabile. In crescita anche il fatturato dei settori della produzione e distribuzione farmaceutica (+6,6%) e produzione industriale (+8,4%), sebbene gli indicatori medi di redditività registrino una flessione di quasi un punto percentuale.

Le province
Il fatturato si concentra nella provincia di Napoli, pari al 66 per cento delle sedi aziendali e 28 miliardi di valore di produzione (+6% rispetto al 2017). Seguono Caserta, che registra un +7,5% (principalmente riconducibile al commercio), Salerno con un più 6,2 per cento - spinta dall'agroalimentare, Avellino (+10%) e Benevento (+3,9%).

Le stime per il 2019
Nel complesso, il 2019 ha registrato un rallentamento dell'economia globale, con una crescita del 2,6 per cento rispetto al 3 per cento del 2018. Si risentono le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e tra Giappone e Corea del Sud. L'anno scorso l'80 per cento delle economie avanzate ha frenato la propria crescita con tassi di sviluppo inferiori al 2018. Si prevede che il PIL globale possa essere trainato dalle economie emergenti con un tasso di crescita più che doppio di quello dei paesi maggiormente sviluppati.

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Tag: economia