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18 settembre 2018, Aggiornato alle 16,23
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Le economie del G20 si contraggono

Ultimo trimestre OCSE vede esportazioni in calo in Cina, Ue, Argentina e Regno Unito; crescono gli States


Negli ultimi mesi si è contratto il commercio internazionale dei primi venti paesi industrializzati (i G20). L'ultimo trimestre, destagionalizzato ed espresso in dollari, ha visto una frenata dopo otto trimestri consecutivi di crescita. Le esportazioni del G20, ha calcolato l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), sono diminuite dello 0,6 per cento e le importazioni dello 0,9 per cento. 

Esportazioni
Tra aprile e giugno di quest'anno a crescere sono stati l'Arabia Saudita (9,7%), l'India (5,7%), gli Stati Uniti (4,4%), il Canada (4,4%), la Russia (1,2%) e l'Australia (1,2%). Perde molte esportazioni l'Argentina (-19,9%), il Brasile (-9%) e il Regno Unito (-6,9%). Anche la Cina è in flessione (-2,8%), insieme all'Unione europea (-1,9%).

Importazioni
Si sono contratte nella maggior parte delle economie dei G20, in particolare in Turchia (-9,4%) e in Brasile (-6,5%). Sono aumentate solo in India (2,9%), Canada (1,4%), Messico (1,4%), Giappone (1,2%) e Indonesia (1,2%).
Lo scenario monetario vede un peso argentino in calo del 18 per cento, seguito dalla lira turca (-15%) e il real brasiliano (-11%). Effetti, conclude l'OCSE, parzialmente compensati dall'aumento del prezzo del petrolio: il Dubai Crude è aumentato a 71,6 dollari al barile nel secondo trimestre contro i 64 del trimestre precedente.

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Nella foto, il G20 tedesco, Amburgo, luglio 2017

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