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29 maggio 2020, Aggiornato alle 16,16
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Infrastrutture

La prima cisterna galleggiante per stoccare il petrolio

Non è una petroliera ma proprio un serbatoio. Realizzato da Submarinergy, è un contenitore da 5 mila tonnellate in acciaio composito garantito cinquant'anni. DNV e CCS interessate

Un render della cisterna galleggiante di Submarinergy

La società di costruzione navale specializzata in materiali compositi, Submarinergy, ha annunciato la consegna per questo mese del primo lotto di unità di stoccaggio galleggianti di greggio. Serviranno ad aiutare il mercato saturo di barili di petrolio, precipitato ai minimi storici nelle ultime settimane. Lì dove il magazzino a terra o la petroliera in mare non possono più garantire lo stoccaggio di questo tipo di carburante (segno di un buon momento di mercato per le tanker), arriva in soccorso il serbatoio offshore.

Quello di Submarinergy si chiama Crude Floating Storage Units, un contenitore da 5 mila tonnellate in acciaio composito, con una resistenza, a detta della società, 25 volte maggiore dell'acciaio normale, in grado di reggere in mare per cinquant'anni. L'offerta è cinque anni di contratto di leasing e acquisto. Vantaggi immediati, rispetto a una petroliera, sono i tempi di costruzione: qualche settimana per il Crude Floating Storage Units, circa tre anni per una Very Large Crude Carrier.

Attualmente Submarinergy sta contrattando delle commesse con due società di classificazione, DNV GL e China Classification Society, e prevede di realizzare in futuro contenitori con una stazza fino a 40 mila tonnellate.

Tag: petrolio - tanker