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20 settembre 2019, Aggiornato alle 15,59
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Ics sostiene l'agenda anti-corruzione dell'Imo

Gli abusi riguardano in particolare l'interfaccia nave/banchina con intralcio delle normali operazioni, aumenti dei costi operativi per l'armatore e impatto negativo sul benessere dei marittimi


A seguito della richiesta presentata da Liberia, Isole Marshall, Norvegia, Regno Unito, Usa e Vanuatu e sostenuta dall'Ics, nel corso dell'ultima riunione del Facilitation Committee (Fal), l'Imo ha deciso di includere la questione della corruzione marittima nel suo programma di lavoro. "La corruzione erode la fiducia nel governo e mina il contratto sociale - ha affermato Guy Platten, segretario generale dell'Ics - La corruzione ostacola gli investimenti, con conseguenti effetti sulla crescita e sull'occupazione. Questo è un problema globale, ma dobbiamo tutti lavorare per sradicare le pratiche corrotte. Siamo lieti che l'Imo lavorerà per affrontare questo importante problema e sosterremo gli Stati membri nel reprimere questo flagello". 

Come riferisce l'Agenda Confitarma, secondo il meccanismo di segnalazione anonima delle reti anticorruzione marittima, istituito nel 2011, sono già stati segnalati oltre 28 mila incidenti, a conferma del fatto che si tratta di un problema diffuso. Chris Oliver, Nautical Director Ics, ha aggiunto che tutti sanno che la corruzione nel settore marittimo esiste in molte aree e che tali pratiche in particolare per quanto riguarda l'interfaccia nave/banchina, possono portare a interruzioni delle normali operazioni, comportare aumenti dei costi operativi per l'armatore e avere un impatto sul benessere dei marittimi. Inoltre, non va sottovalutato l'impatto che la corruzione può avere su commercio, investimenti, sviluppo sociale ed economico dei porti, delle comunità locali e persino degli stessi Stati membri. 

L'auspicio è che i lavori del Fal si traducano nello sviluppo di orientamenti Imo o di un codice inclusivo di Best Practice per implementare pratiche e procedure anti-corruzione. Qualsiasi azione del genere allineerebbe i regolamenti e i requisiti Imo per l'industria marittima con la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (Uncac), adottata nel 2003, entrata in vigore nel 2005 e che attualmente conta 186 ratifiche.