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29 maggio 2020, Aggiornato alle 16,16
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I sauditi comprano l'8 per cento di Carnival

Il fondo sovrano dell'Arabia Saudita entra nel gruppo statunitense. Secondo gli analisti, un'operazione che darà maggiore stabilità alle compagnie crocieristiche in questo particolare momento

La Public Investment Fund Tower, a Riad, capitale dell'Arabia Saudita

Il Saudi Arabia Public Investment Fund ha acquisito l'8,2 per cento del gruppo crocieristico Carnival. Rappresenta uno degli investimenti diretti di alto profilo più grossi mai fatti dal fondo saudita, dopo Tesla e Uber.

L'operazione vale 430 milioni di dollari ed è praticamente a prezzo di saldo, considerando che il titolo Carnival è calato a Wall Street di circa l'80 per cento dall'inizio dell'anno, ma è cresciuto del 23 per cento da lunedì. Non si tratta, però, come hanno sottolineato gli analisti, di un'operazione opportunista, una scalata verso un gruppo in difficoltà, ma al contrario di un significativo investimento che garantisce al gruppo statunitense una certa stabilità proprio ora che ne ha bisogno. 

In altre parole, un investimento strategico verso Carnival che, come tutte le altre compagnie crocieristiche, dovrà tenere ferme le sue navi perlomeno fino a maggio, in tutto il mondo. Carnival ha calcolato che una flotta come la sua costa circa un miliardo al mese gestirla, risorse che includono il mantenimento della navi in banchina, il pagamento dei dipendenti e la cancellazione delle prenotazioni.

Il gruppo Carnival gestisce oltre 100 navi da crociera, impiegando circa 150 mila persone in 150 Paesi, di cui 100 mila a bordo. Nel 2019 i ricavi sono stati da record, pari a 20,8 miliardi di dollari, per 3 miliardi di utile netto. Per rendersi conto della crescita avuta da questa compagnia negli ultimi anni, come da altre del settore, Carnival nel 2019 ha fatto il doppio dei ricavi del 2013. 

La scorsa settimana il gruppo ha raccolto 6,25 miliardi di capitale dai propri investitori per assicurarsi la liquidità per i prossimi mesi. Una raccolta fondi che ha incluso anche la vendita di 500 milioni di azioni a 8 dollari ciascuna (erano 51 dollari ad azione all'inizio di gennaio, attualmente il titolo si aggira intorno ai 10 dollari).