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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Infrastrutture

Hyundai Heavy Industries si divide in sei

Un'organizzazione a "camere stagne" per resistere alla crisi: navalmeccanica, robotica, elettronica, edilizia, energia verde e servizi


Diversificare l'attività per riprendersi dalla crisi. È il piano lanciato da Hyundai Heavy Industries Co. e approvato ieri dal consiglio di amministrazione. Sei divisioni specializzate, di cui una sola dedicata alla tradizionale attività navalmeccanica, le altre cinque sono "sistemi elettronici", "macchinari per costruzioni", "robotica", "energia verde" e "servizi". Una grossa riorganizzazione che arriva all'indomani di un piano di ristrutturazione (e licenziamenti) dopo un drastico calo degli ordini navali. Con questa serie di spin-off la società spera di creare un gruppo a "camere stagne", capace di resistere meglio ai cali della domanda. La compagnia sudocreana, la più grossa al mondo nella costruzione navale, conta di essere operativa per il primo aprile 2017.

La realizzazione di unità mercantili, la propulsione marina e la realizzazione di impianti offshore – in una parola il cuore pulsante - resteranno centrali, occupando oltre la metà delle vendite del gruppo. A seguire ci sarà il reparto elettronico che è già un'attività consolidata, avendo fatturato l'anno scorso 2,1 miliardi di dollari con quasi tremila dipendenti al mese di settembre, vendendo principalmente trasformatori, interruttori di tensione, quadri elettrici e macchine rotanti. Il terzo più grande business è la divisione edile che produce escavatori, pale gommate e carrelli elevatori, fatturando quasi due miliardi di dollari l'anno con 1,250 dipendenti.

«Fin'adesso – spiega una fonte interna del gruppo – ci siamo focalizzati sulla cessione delle attività periferiche. D'ora in poi ci concentreremo sullo sviluppo di quelle principali. Questo spin-off è il punto di partenza».