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17 settembre 2020, Aggiornato alle 23,33
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Logistica

Grandi navi, «L'automazione è l'unica strada»

Per il Ceo di Cavotec, Ottonel Popesco, "se i terminal container che le accolgono non si adeguano così sarà paralisi"


a cura di Paolo Bosso 
 
«Nei prossimi anni risolveremo i due problemi principali che portano con sé le meganavi: inquinamento e sicurezza. Stanno avendo un impatto enorme sulle operazioni terminalistiche, non solo sul fronte logistico ma anche su quello dell'efficienza, cioè sul costo finale che queste operazioni hanno sulla merce che trasportano». Per Ottonel Popesco, amministratore delegato di Cavotec, azienda ingegneristica di Lugano specializzata in servizi per porti, aeroporti, miniere e tunnel, l'automazione dei terminal container è il futuro del trasporto via mare delle merci di consumo. Le grandi portacontainer saranno nei prossimi anni sempre di più. Serviranno le rotte che compiono le traversate intercontinentali richiedendo, nei porti dove sbarcano, tempi di carico/scarico simili alle navi di grandezza media. Un ritmo insostenibile per i lavoratori umani ma non per le macchine. Aumenterà la grandezza delle gru a terra per raggiungere tutti i container a bordo ma non il numero degli operatori che manovrano le merci. L'ingranaggio logistico si fa sempre più frenetico, impegnativo e insostenibile per la forza lavoro umana. Non è una rivoluzione che interesserà tutti i porti ma solo quelli che rappresentano il centro nevralgico del continente dove sbarcano: sarà Rotterdam in Europa, Shenzhen e Shanghai in Cina, Los Angeles negli Stati Uniti, per citarne alcuni. Questi centri diventeranno nei prossimi anni poli industriali meccanizzati e digitalizzati, un po' come i capannoni di Amazon dove lavorano pochissime persone rispetto alla quantità di merce che movimentano. Un'espropriazione della forza lavoro notevole, di cui iniziano a sentirsi i primi vagiti di protesta.

Intervistato da Port Strategy a Rotterdam nel corso del TOC Europe 2015, per Popesco l'automazione è ineluttabile: «se i terminal che accolgono le grandi navi non si automatizzeranno, ci sarà una paralisi, con queste che aspetteranno lontano dalle banchine per almeno tre giorni perché non si potrà caricarle o scaricarle».