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01 luglio 2022, Aggiornato alle 18,27
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Governo al lavoro per dissequestrare la "Tzarevna" dei Fratelli Cosulich

La nave, nel porto di Mariupol dal 24 febbraio, è stata sequestrata dai russi. Vale 9 milioni di euro e ha un carico di acciaio che ne vale 12 milioni

La Tzarevna, nave dei Fratelli Cosulich bloccata a Mariupol, in Ucraina, da oltre tre mesi

Una nave battente bandiera italiana, Tzarevna della compagnia genovese Cosulich, è stata sequestrata in Ucraina dall'esercito russo con il suo carico di acciaio. «Un furto, come se ti rubassero l'auto», sentenzia senza mezzi termini Augusto Cosulich, agente marittimo e amministratore delegato della Fratelli Cosulich, proprietaria della nave (tramite la società Vulcania) bloccata nel porto di Mariupol dal 24 febbraio, giorno dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Attualmente a bordo dovrebbero esserci cinque marittimi su venti presenti a bordo prima del blocco. 

Tzarevna era destinata al porto di Monfalcone con un carico di 15 mila tonnellate di acciaio, per lo più bramme (semilavorati) per lo stabilimento di San Giorgio di Nogaro. La nave, come riferisce Cosulich, ha un valore stimato di 9 milioni di dollari e il carico di 12 milioni. «Quello che mi hanno detto – spiega Cosulich - è che sta per essere nazionalizzata dal governo della nuova Repubblica di Donesk. Sostanzialmente e in poche parole ce la rubano in spregio al diritto internazionale. Abbiamo contattato il Primo Ministro maltese che farà una protesta ufficiale a Mosca. Ma ci farebbe piacere che, essendo la proprietà italiana, anche il ministero degli Affari Esteri italiano faccia altrettanto».

«Quanto sta avvenendo è inammissibile e grave», per il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che è in contatto con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, «che ci ha già assicurato tutto l'impegno della Farnesina per evitare questo danno significativo nei confronti del nostro Paese e di uno dei principali gruppi armatoriali italiani».

Fratelli Cosulich è tra le società marittime italiane più attive in Ucraina e da mesi fronteggia un blocco che si sta significativamente ripercuotendo sulle sue attività, principalmente dedicate all'export in Italia dell'acciaio tramite l'acciaieria ucraina di Azovstal. L'accesso via mare all'Ucraina, il Mar di Azov e il Mar Nero, è bloccato da diverse settimane, per la presenza dell'esercito russo e per le mine piazzate dagli ucraina. Gli approdi alternativi per Cosulich sono nei Paesi vicini con sbocco sul mare, quindi Polonia e Croazia. Cosulich è responsabile del grosso del rifornimento siderurgico, tra gli altri, dei cantieri navali di Fincantieri e delle fabbriche della Fiat, le cui bramme vengono lavorate nello stabilimento di San Giorgio di Nogaro.

Tag: russia