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06 agosto 2020, Aggiornato alle 11,28
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Logistica

Gottardo, La Spezia teme effetto-aspirapolvere

Per la comunità portuale spezzina il tunnel svizzero è la prima di una serie di opere che potrebbe spostare altra merce italiana verso il Nord Europa


Qualcuno lo ha battezzato "effetto-aspirapolvere", denunciando quello che - al di là delle cerimonie e degli slogan - potrebbe essere in tempi brevi la principale conseguenza dell'entrata in servizio della nuova galleria del Gottardo, quindi di quella del Ceneri e del nuovo tracciato di Alptransit che attraversa longitudinalmente la Svizzera, fornendo l'asse principale per il corridoio dei trasporti Genova-Rotterdam.
 
La Spezia Port Service, l'associazione rappresentativa dell'intero cluster portuale di La Spezia, paventa questo effetto-aspirapolvere non tanto per il Gottardo (forse influente in modo meno marcato per La Spezia rispetto ad esempio al porto di Genova), ma per tutte le grandi opere transalpine destinate a unire mercati logisticamente avanzati con uno fragile come quello italiano. 

«Queste gallerie transalpine rischiano di funzionare per il traffico delle merci solo verso il nord, collegando i grandi porti del northern range a un'area di influenza sempre più estesa che già oggi comprende gran parte della pianura Padana piemontese e lombarda», commenta Alessandro Laghezza, presidente degli spedizionieri di La Spezia e consigliere Confetra e Fedespedi. «È necessario per una volta – afferma – dire la verità: il Gottardo oggi, il Brennero domani (e i nove anni che lo separano dalla sua entrata in servizio nel 2025 volano) potrebbero determinare una marcata dipendenza del sistema produttivo del Nord Italia da sistemi logistici e portuali a mille chilometri di distanza. Già oggi dalla Svizzera, che tanto si è impegnata nella realizzazione del più importante asse ferroviario europeo, non arriva un grammo di merce da e per i porti liguri. In compenso si è consolidato un flusso costante di treni che dagli interporti piemontesi e lombardi raggiungono il mare del Nord con merci italiane». «Con il terzo valico Genova-Milano in ritardo e con la linea Pontremolese di fatto sparita dall'orizzonte temporale delle grandi opere - prosegue Laghezza - ma specialmente con un sistema logistico che denuncia un forte gap organizzativo rispetto ad esempio alla Germania, dove la logistica è asset strategico da oltre trent'anni, il Gottardo è destinato a drenare in Italia quantitativi crescenti di merce e di container». 

Da qui la richiesta della community spezzina di spingere sul piano nazionale della portualità e della logistica che va di pari passo con la riforma dei porti. Gli operatori «devono affiancare con decisione il governo - conclude Laghezza - nello sforzo in atto per l'attuazione rapida di un serio piano della logistica e dei porti. Ciò significa compiere subito le scelte di priorità strategica delle opere sulle quali concentrare risorse e investimenti; favorire con misure concrete quella concentrazione e razionalizzazione dei flussi che nei maggiori paesi europei è stata attuata; prestare attenzione alle necessità e non attuare decisioni avulse da ciò che il mercato, specie quello dell'interscambio via mare, richiede».