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Porto di Napoli
18 settembre 2018, Aggiornato alle 16,23
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Infrastrutture

Genova, il porto lavora sulla viabilità 

Traghetti per i terminalisti, uffici condivisi in Spediporto e ripristino il prima possibile della ferrovia di Polcevera


I terminalisti pensano a utilizzare piccoli traghetti per trasportare i semirimorchi che si muovono tra Sampierdarena, Pra'-Voltri e viceversa. Spediporto mette a disposizione degli associati i suoi uffici di Voltri per evitare che oltre 500 persone viaggino avanti e indietro. Sono alcune delle iniziative messe in campo dagli operatori del porto di Genova per far fronte al crollo del ponte Morandi. «Non si può condizionare la mobilità dei genovesi e non si può deprimere la prima fonte di reddito della città, il suo porto», sottolinea Paolo Emilio Signorini, presidente dell'Autorità di sistema portuale della Liguria occidentale. «Questa settimana è ancora abbastanza tranquilla - dice il direttore generale di Spediporto, Gianpaolo Botta - stiamo gestendo i volumi di traffico con le infrastrutture che restano. L'intenzione è completare la pianificazione in questi giorni per apprestare gli interventi che potranno essere messi in atto dal 27 agosto, quando cominceranno a salire i volumi di merce».

In generale, i mezzi pesanti potrebbero utilizzare il ponte Papa come percorso alternativo, passando per le strade interne all'Ilva. Il porto potrebbe restare aperto anche di notte, ma è un'ipotesi che potrebbe rivelarsi esosa.

Altri fronti sono le dogane, le ferrovie e il corridoio merci dell'area Ilva. L'Agenzia delle dogane si sta muovendo per sveltire le procedure sul nodo Voltri-Sampierdarena. Si pensa a ripristinare la linea ferroviaria sul Polcevera, bloccata dopo il crollo del ponte: Signorini si dice fiducioso sui tempi «ragionevolmente brevi» della Procura per far spostare le macerie e ripristinare i binari.

Tutto nel giro di qualche settimana. «Sono tutte operazioni che traguardano metà settembre per l'entrata in operatività - spiega Signorini - È l'orizzonte ragionevole che ci consentirebbe di attutire l'impatto che oggi è difficile stimare esattamente».

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