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13 agosto 2020, Aggiornato alle 08,28
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Gallozzi: «Nostro padre vive con noi»

Il figlio Agostino ricorda il fondatore del Salerno Container Terminal, scomparso 25 anni fa. Nel 1952 le prime attività, nel '75 la prima gru container da pionere


Il presidente del Gallozzi group, Agostino Gallozzi, ricorda il padre Giuseppe, scomparso venticinque anni fa. Nel 1952 la prima attività portuale a Salerno, germoglio di quello che sarà il gruppo che porta il suo cognome. Nel 1975, da pioniere, la prima gru dedicata ai container. Il contributo dei figli, che hanno ereditato e sviluppato una delle principali attività economiche della città, alla memoria di uno degli imprenditori più importanti della Campania.
 
di Agostino Gallozzi
 
Il 15 ottobre 1991, venticinque anni fa, veniva meno Giuseppe (Joe) Gallozzi, mio padre. Come padre, come uomo, ci ha lasciato insegnamenti indelebili. È stato per noi un pilastro, un maestro di rigore morale, un esempio della determinazione e dell'entusiasmo di chi non si arrende mai. Ci ha testimoniato che l'unica via percorribile è sempre solo quella dritta, che il rispetto per le persone, particolarmente le più umili, viene comunque prima di ogni altra cosa, che tutti i problemi che la vita ci pone di fronte non servono ad abbatterci, ma a metterci alla prova, per essere superati, che la fiducia in noi stessi non deve mancare mai, che ogni sconfitta è solo una ripartenza, che il successo per essere vero può essere soltanto il risultato di un lavoro di squadra.
 
Talvolta severo nei comportamenti, principalmente con se stesso, ha avuto animo generoso e disponibile, innanzitutto con chi fosse nel bisogno. Come imprenditore ha legato con passione la sua vita al porto di Salerno, che ha contribuito ad inventare, mettendo qui, nel 1952, assieme a mia madre, le radici di quella che è oggi la nostra attività. Si è dedicato da subito ai traffici marittimi per il Regno Unito, fino ad essere nominato Baronetto dalla Regina Elisabetta II nel 1984. È stato un pioniere visionario nei traffici contenitori nello scalo salernitano, nel 1975 investendo in una prima gru, antesignana delle macchine che utilizziamo noi oggi. La sua reputazione a livello nazionale ed a livello internazionale era altissima.
 
Giuseppe Gallozzi è stato un uomo, una persona irripetibile. Se noi siamo qui lo dobbiamo unicamente a lui, come figli e come imprenditori. Si dice che ciascuno di noi riceve la terra in prestito per il breve periodo della propria vita, con la responsabilità di restituirla migliore alla generazione che gli succede. Nostro padre con noi certamente lo ha fatto. L'auspicio è che noi, suoi figli, sapremo fare lo stesso e che saremo capaci di trasmettere gli stessi suoi valori ai nostri figli. Assieme ai miei fratelli e sorelle desidero in questa giornata ricordarne la figura a tutti coloro che lo hanno conosciuto ed a tutti coloro che pur non avendolo conosciuto oggi traggono benefici dai germogli piantati nella sua indimenticabile esistenza.
Tag: gallozzi