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Porto di Napoli
15 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,25
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Ferguson realizzerà  il primo traghetto a idrogeno

Rientra nel finanziamento europeo Horizon 2020. Costerà in tutto 12,6 milioni e servirà le isole Orcadi, zona di estrazione del combustibile alternativo


La società navalmeccanica scozzese Ferguson Marine, operativa nel porto di Glasgow, realizzerà entro il 2020, insieme a un consorzio formato per lo più da enti scozzesi, il primo traghetto alimentato a idrogeno.

Rientra in un progetto che si chiama Hyseas III, presentato a maggio. Costerà 12,6 milioni di euro, di cui 9,3 milioni finanziati dal fondo Ue Horizon 2020, dedicato a ricerca e innovazione. Ancora non è stata definita la data di avvio di costruzione della nave, a luglio inizieranno dei test simulativi. Non è la prima volta che il cantiere di Ferguson si cimenta in commesse di questo tipo. Nel 2012 ha realizzato il primo traghetto ibrido a batterie e nel 2017 il primo traghetto dual fuel del Regno Unito. «Ferguson è stato l'ultimo cantiere in servizio sul fiume Clyde. Dall'acquisizione nel 2014, abbiamo investito 25 milioni di sterline per portarlo agli standard di livello mondiale con una forza lavoro nuova e competente», spiega Jim McColl, responsabile della società d'investimento scozzese Clyde Blowers Capital. A luglio inizieranno una serie di test per sperimentare la trasmissione modulare della nave a terra e sui binari delle ferrovie, testandone lo stress e la durata in condizioni reali. Se il test avrà successo si procederà alla costruzione con varo previsto nel 2020. «Negli ultimi anni Ferguson Marine è stata all'avanguardia mondiale nello sviluppo di tecnologie di propulsione navale ecologica. Questo entusiasmante progetto è ancora un altro passo positivo in questo viaggio», ha commentato Chris Dunn, capo dello studio di architettura navale di Ferguson Marine. 

Per la costruzione del traghetto a idrogeno, insieme al costruttore Ferguson figurano: l'università scozzese di St Andrews, particolarmente attenta alla ricerca sulle fonti energetiche alternative ai combustibili fossili; la Orkey Islands Council; la società di tecnologie marittime Kongsberg Maritime, parte del gruppo Kongsberg; la società danese specialista nelle celle di combustibile Ballard Power Systems Europe; la società energetica francese McPhy; l'agenzia spaziale tedesca Deutschen Zentrums für Luft- und Raumfahrt (DLR) e l'associazione di categoria canadese Interferry. «È una collaborazione molto tempestiva, dato che l'International Maritime Organization ha raggiunto un accordo ad aprile che prevede una riduzione del 50 per cento delle emissioni di CO2 marittime entro il 2050. L'idrogeno aumenta la possibilità, molto interessante, di un'opzione senza CO2 a lungo raggio», commenta Johan Roos, regulatory affairs director di Interferry.

Una volta realizzato, il traghetto a idrogeno navigherà tra le isole Orcadi, zona dove già si estrae idrogeno. «Non si tratta solo di costruire navi ma anche fonti locali sostenibili di rifornimento in parallelo», commenta Martin Smith, coordinatore del progetto per l'Università di St. Andrews. Il combustibile, spiega il consorzio, sarà prodotto da elettricità rinnovabile, per cui anche la produzione dell'idrogeno sarà a basso impatto ambientale.