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04 aprile 2020, Aggiornato alle 18,32
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Fai e Trasportounito chiedono stazioni e autogrill aperte

L'autotrasporto vorrebbe che si prolungassero gli orari perlomeno fino alle 22, per consentire ai camionisti di rifocillarsi e riposare


Grazie di cuore ai medici, agli infermieri e ai camionisti. Con una lettera aperta al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la Fai-Conftrasporto ringrazia per il sacrificio che tante persone in Italia in questo momento stanno facendo per garantire i servizi essenziali, come il trasporto delle merci, che con i camion permette il rifornimenti di ospedali e supermercati.

Senza l'impegno degli autotrasportatori, scrive il presidente di Fai-Conftrasporto, Paolo Uggè, «i rifornimenti utili a non fermare l'intero Paese non ci sarebbero. Gli italiani resterebbero senza generi di prima necessità, senza medicinali, gli ospedali senza ossigeno, gli altiforni si spegnerebbero e le imprese che ancora producono senza possibilità di operare». 

Proprio per questo, però, Fai, insieme a Trasportounito, chiede il prolungamento degli orari di apertura delle stazioni di servizio e degli autogrill lungo le autostrade, perlomeno fino alle 22, invece che, come da disposizione del decreto governativo del 10 marzo, fino alle 18.

Per Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, «i centri di carico e scarico devono consentire la discesa dal mezzo del conducente che spesso arriva a destinazione dopo ore e ore ininterrotte di guida; gli stessi centri devono dotarsi e consegnare, qualora il conducente ne fosse sprovvisto, l'apposita mascherina; e infine, le aree di servizio in autostrada devono restare aperte ventiquattr'ore al giorno». Non casualmente, continua Longo, si chiamano aree di servizio, «garantiscono a chi lavora sulle strade un servizio minimo di garanzie di servizi igienici, ma anche di beni base di sostentamento». Non si possono, insomma, equiparare le aree di servizio in autostrada a pub o a locali della movida.

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