|
napoli 2
14 luglio 2020, Aggiornato alle 16,24
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2
Logistica

Economia, Ocse: il peggio è passato

Dal report che analizza gli scambi internazionali di marzo e aprile, il crollo è stato senza precedenti. Ma ora le cose vanno meglio


Nel commercio internazionale a risentire poco del lockdown, se non addirittura vedersi incrementare i profitti, sono stati principalmente due settori, quello farmaceutico e informatico, sia hardware che software. I settori più colpiti sono stati il trasporto di auto, macchinari e attrezzature. In media, ad aprile, la flessione degli scambi commerciali mondiali è calata del 20 per cento. Il turismo – nello shipping soprattutto le crociere – è stato indubbiamente il comparto più duramente colpito di tutti, il cui presente appare ancora sospeso.

Sono gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). In generale, il periodo peggiore, a meno di altri lockdown, dovrebbe essere passato. Il Paese che in generale ha retto meglio il ritmo dell'import-export è la Corea del Sud, seguita dal Giappone e dalla Cina.

Europa
In generale, ad aprile, il valore delle esportazioni è crollato di un quarto. Nello specifico, in Germania del 27 per cento, in Francia del 33 per cento e nel Regno Unito del 15 per cento.

Trasporti merci e passeggeri
A parte i beni di prima necessità e i prodotti informatici, qualsiasi categoria ha visto una pesante flessione. Negli Stati Uniti le importazioni sono crollate del 36,2% e del 33,7 per cento a marzo, rispetto a febbraio. Solo la Corea del Sud ha visto crescere le importazioni, del 4,3 per cento.  In Cina le esportazioni e le importazioni sono diminuite del 6,9 e del 6,4 per cento nel primo trimestre.

Cina e Giappone
Nel primo trimestre, le esportazioni cinesi sono diminuite del 13,3 per cento, a fronte del commercio coreano che ha relativamente tenuto. Diminuite a febbraio (-5,7%) a causa del lockdown, le importazioni cinesi sono rimbalzate (+4,4%) a marzo con la riapertura delle fabbriche. Stesso discorso per le importazioni giapponesi di marzo (+9,7%) dopo la contrazione di febbraio (-7,6%).

Stati Uniti e Norvegia
Negli Stati Uniti le esportazioni si sono notevolmente ridotte, in calo del 6,5 per cento a marzo rispetto a febbraio. La Norvegia, uno dei principali esportatori energetici, ha visto crollare questo tipo di prodoti del 22,3 per cento a marzo, riflettendo il crollo del prezzo del petrolio, sceso per la prima volta nella storia sotto zero (indice WTI).

Ad eccezione del minerale di ferro, le esportazioni in india, a marzo, sono crollate del 34 per cento, le importazioni del 26,4 per cento.

Il report completo

Tag: economia