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27 novembre 2020, Aggiornato alle 19,26
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Infrastrutture

Dragaggi nel porto di Bari, pubblicato il bando

Intervento da 3,5 milioni di euro per ampliare l'accesso a navi più grandi, arrivando a una profondità di 13 metri

L'imboccatura di accesso del porto di Bari

Con il bando di gara pubblicato sulla Gazzetta ufficiale (GURI) il 2 settembre scorso, entra nella fase esecutiva il dragaggio del porto di Bari ("movimentazione dei sedimenti all'interno del bacino portuale del porto di Bari"), programmata e progettata dall'Autorità di sistema portuale (Adsp) dell'Adriatico Meridionale.

L'intervento è parte integrante del Programma Operativo Nazione Infrastrutture & Reti 2014 - 2020 finanziato dalla Unione Europea e comporta complessivamente una spesa pari a 3,5 milioni di euro.

Si tratta, spiega l'Adsp in una nota, di un intervento di rilevante strategicità per lo sviluppo dei traffici commerciali dello scalo barese, atteso che configurerà nuove batimetrie nella darsena di Levante che così potrà ospitare anche navi di ultima generazione, di stazza e dimensioni superiori rispetto alle attuali; inoltre, verranno notevolmente facilitate le operazioni di allibo / scarico di quelle che già vi transitano. La profondità operativa (-13 metri) è imposta come dato di progetto anche per il passo di accesso all'imboccatura del porto che, a causa di fenomeni di insabbiamento, denuncia allo stato quote significativamente inferiori. 

A garanzia della massima tutela ambientale, i volumi di escavo saranno movimentati nel porto, secondo quanto delineato dall'articolo 2 del decreto ministeriale 173/2016. Pertanto, non saranno creati nuovi bacini di contenimento e tutte le operazioni verranno effettuate in ambiente subacqueo, secondo tecnologia e protocolli ulteriormente affinati in sede di progettazione esecutiva e recependo, tra l'altro, tutte le misure prescrittive dettate in sede di Conferenza di servizi decisoria che prevedono l'intensificazione delle analisi e dei controlli da mettere in campo, specialmente in corso d'opera.

La progettazione è stata curata interamente dal Dipartimento Tecnico dell'Ente e verificata da ultimo dall'Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, preliminarmente all'avvio della gara. 

Un progetto contenitivo, sottolinea il presidente dell'Adsp che fa capo a Bari, Ugo Patroni Griffi, «di tutte le raccomandazioni delineate in sede di Conferenza di Servizi e supportata dalle più recenti tecnologie disponibili per ridurre al minimo gli impatti ambientali che il quadro normativo in progress vuole promuovere, con la legge di conversione al Dl 76/2020, anche per quei bacini idrici non situati in aree SIN-Siti di Interesse Nazionale».

Il progetto si inserisce in un più ampio programma di escavazione dei sedimenti che interessa l'intero sistema portuale dell'Adriatico meridionale e che prevede:

per Manfredonia: il bando imminente per la caratterizzazione dei fondali del porto commerciale, attività propedeutica alla campagna di approfondimento nell'area di imboccatura e nell'area prospiciente il Molo di Ponente sino al Molo Trapezio;
per Barletta: la definizione della progettazione esecutiva dei lavori di manutenzione dei fondali nei pressi dell'imboccatura del porto per un importo pari a 6 milioni di euro;
per Monopoli: l'esecuzione in corso della caratterizzazione dei fondali finalizzati alla definizione del progetto di approfondimento dei fondali fino a -8 mt di tutta l'area di accesso al porto e antistante la banchina del Molo di Tramontana;
per Brindisi: la chiusura delle attività di attualizzazione delle caratterizzazioni- già all'attenzione del Ministero dell'Ambiente, richieste in fase di valutazione di impatto ambientale della vasca di colmata di costa morena est e relativa campagna di escavi interessante tutto il porto medio ed esterno (fino a -14 mt), comportante una spesa complessiva di oltre 60 milioni di euro.

Tag: bari - dragaggi