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04 dicembre 2020, Aggiornato alle 21,47
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Domanda statunitense protegge traffico di Panama

Nella prima metà dell'anno la flessione dei transiti nel Canale si è contenuta sul 3 per cento, grazie all'aumento vertiginoso dei carichi refrigerati. Mentre con il crollo dei consumi energetici a risentirne è il trasporto di petrolio

Il canale di Panama (googlemaps)

Tra gennaio e giugno di quest'anno il traffico del Canale di Panama è calato del 3 per cento, per un totale di 51 partenze a vuoto, quasi tutte legate alla pandemia da Covid. Lo rende noto l'ultimo rapporto dell'UNCTAD sull'interscambio commerciale dell'area dell'America Latina

Nel secondo trimestre dell'anno, tra aprile e giugno, i transiti nel canale che collega Oceano Pacifico e Atlantico sono diminuiti del 10 per cento, pari a 12,707 unità, poco più di 700 in meno sullo stesso periodo del 2019. Le navi più colplite sono state quelle passeggeri, ro-ro, i container reefer, le cisterniere e le unità che trasportano gas naturale liquefatto.

Questi risultati, tutto sommato superiori alle aspettative, la Conferenza ONU per il commercio e lo sviluppo li riconduce all'aumento «vertiginoso» della domanda dagli Stati Uniti, come per i prodotti refrigerati. Ad essere crollato nel canale di Panama è il traffico di petrolio e dei prodotti petroliferi, a causa del lockdown che ha appiattito i consumi industriali e domestici, soprattutto di elettricità.

Tag: economia