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05 agosto 2020, Aggiornato alle 18,46
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Dl Semplificazioni e logistica, Confetra: grave errore non approfittarne

La categoria chiede una svolta nella burocrazia dei controlli merce, fatta di 133 procedimenti solo nei porti. E che non ci fa beneficiare della Brexit


«Non possiamo più sostenere il peso di 30 miliardi di oneri burocratici l'anno. Sui controlli merce, e solo in ambito portuale, 133 procedimenti amministrativi in capo a 13 diverse pubbliche amministrazioni». Il presidente di Confetra, Guido Nicolini, torna a ribadire che la necessità di una svolta competitiva nella logistica italiana risiede in una riforma del meccanismo dei controlli.

Un tema condiviso col governo in occasione degli Stati generali dell'economia e che potrebbe iniziare a concretizzarsi in occasione del decreto "Semplificazioni" che l'esecutivo sta preparando. «Sarebbe un grave errore non approfittarne», secondo Nicolini.

Il sistema legislativo alla base dei controlli merce in Italia è vecchio e va riformato. «Le spedizioni – continua - cuore pulsante della logistica in tutto il mondo, sono regolate da un Regio Decreto del 1942 e dal 2016 aspettiamo che sia reso operativo lo Sportello Unico Doganale e dei Controlli».

La tremenda burocrazia italiana dei controlli allontana gli investitori. Nicolini porta a esempio la Brexit, che sta spingendo le grandi piattaforme di e-commerce, molte con l'hub distributivo proprio nel Regno Unito, a delocalizzarsi. «L'Italia – afferma Nicolini - è tagliata fuori dalle possibili opzioni, pur avendo costi del lavoro e di locazioni degli impianti più competitivi rispetto a Francia o Olanda. Perché il Paese non offre certezze sui tempi di svincolo della merce, che poi è la stessa ragione per cui le merci destinate alla Pianura padana in larga parte decidono di scalare il porto di Rotterdam, e scendere poi in treno o camion, piuttosto che attraverso i porti liguri».

Nicolini parla di «decine e decine di miliardi persi per il sistema Paese in termini di fatturato, gettito fiscale, lavoro, ricchezza. Inutile invitarci a "reinventare l'Italia" se poi non si è in grado di capire e agire su queste banalità».

Tag: economia